Catania, FdI raccoglie firme per Zuccaro. O per Musumeci alla Regione?

Guest star dell’evento l’ex ministro della Difesa Ignazio La Russa, che ha approfittato per ufficializzare il sostegno al leader di Diventerà Bellissima 

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CATANIA – Che le denunce del Procuratore Zuccaro sul sistema delle Ong facessero gola alla politica non era un mistero. Che la strumentalizzazione toccasse certi livelli, e finanche la contraddizione, era meno scontato. Fino alla raccolta firme in favore del Procuratore promossa stamattina da Fratelli d’Italia a Catania, un coacervo di ossimori niente male.

A piantonare il banchetto di oggi, simbolicamente posizionato in Piazza Verga di fronte al Tribunale, il coordinatore provinciale di FdI Manlio Messina e alcuni militanti del partito etneo. Guest star dell’evento, con tanto di annuncio sulle locandine, l’ex ministro della Difesa Ignazio La Russa. Che ha trovato il tempo di essere presente, avendo partecipato ieri sera alla cena di autofinanziamento tenutasi a Giarre in favore del candidato alla Presidenza della Regione Nello Musumeci. Il quale stamattina era in prima fila a raccogliere le firme accanto a Messina e La Russa.

L’iniziativa, insomma, odora di politica lontano un miglio. Nulla di male – una risposta politica oltre che istituzionale sulla questione Ong era stata auspicata dallo stesso Zuccaro – se non fosse per alcuni passaggi stridenti tra la storia e il sostegno di Fratelli d’Italia all’azione del magistrato.

BREVE STORIA DELL’ATTACCO IN LIBIA – La Russa era ministro della Difesa del Governo Berlusconi ai tempi dell’attacco in Libia del 2011, punto di snodo per la fase migratoria in corso a tutt’oggi.  Un’azione militare discussa, di matrice francese, a cui il Governo italiano non seppe opporsi pur essendo formalmente contrario. I rapporti di amicizia tra Berlusconi e la Guida della Rivoluzione libica Muhammar Gheddafi erano cosa nota.

A convincere il Cavaliere ad attaccare, tra gli altri, fu proprio La Russa.

“L’Italia nel 2011 non entrò subito in guerra contro la Libia, come fecero Francia e Gran Bretagna – ricordava nel 2015 l’ex ministro, ospite della trasmissione L’aria che tira su La 7 – Solo dopo il via libera dell’Onu, io mi convinsi della necessità dell’intervento. […] Dovetti insistere per convincere Berlusconi che non voleva assolutamente intervenire contro Gheddafi, dicendo che aveva dato la sua parola al Rais”.

La Russa fu dunque tra gli artefici dell’operazione militare che smantellò lo Stato libico ponendo le basi per l’esodo in corso oggi. Tanto per fare qualche numero, nel 2010 gli sbarchi in Italia superavano di poco le 4000 unità. Un dato cresciuto vertiginosamente negli anni successivi, fino a toccare le 180.000 persone sbarcate nel 2016. E il 2017 non lascia presagire nulla di buono, con oltre 37.000 arrivi al 2 maggio.

Arrivi che corrispondono spesso a tragedie, e nei quali si inseriscono i sospetti del Procuratore Zuccaro sul ruolo delle Organizzazioni non governative. In conclusione, La Russa e FdI raccolgono firme in favore di Zuccaro impegnato a combattere un fenomeno che è responsabilità politica, tra gli altri, proprio di La Russa.

RIPENSAMENTO? – Certo è possibile che nel corso degli anni l’onorevole abbia cambiato giudizio sulle sue decisioni di allora, e che oggi voglia riparare. Ai firmatari resterà comunque il dubbio su cosa aver firmato, se in favore dell’azione del Procuratore di Catania o della candidatura di Nello Musumeci a Palazzo d’Orleans. Certo non sarebbe elegante avere imbastito una passerella del genere sulle denunce di Zuccaro. Gli sforzi del Procuratore per una questione di interesse nazionale meriterebbero ben altro interesse.

Del resto, come diceva Churchill, “un politico guarda alle prossime elezioni, uno statista alle prossime generazioni”. Resta da capire in quale ruolo si sia calato l’ex ministro partecipando al banchetto stamattina.

Foto: profilo Facebook di Alberto Cardillo

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