Escursionisti feriti sull’Etna, Procura apre inchiesta

La magistratura accerterà eventuali responsabilità sull’incidente dello scorso 16 marzo

feriti

CATANIA – Accertare eventuali responsabilità relative ai livelli di sicurezza sull’Etna. E’ l’intendimento della Procura della Repubblica di Catania, che ha aperto un’inchiesta sull’incidente che pochi giorni fa ha visto nove persone rimanere coinvolte nell’esplosione freatica del vulcano. I fatti erano accaduti lo scorso 16 marzo a quota 2700 metri: secondo gli esperti, l’esplosione si era verificata per via del contatto tra la lava incandescente e la neve. I feriti erano stati dapprima soccorsi al rifugio Sapienza e poi trasferiti in diversi ospedali del circondario etneo. Nonostante la paura, nessuno di loro è in condizioni gravi.

Adesso l’iniziativa della Magistratura per stabilire se vi siano state delle responsabilità nell’incidente. A quanto si apprende il fascicolo – di cui è titolare il Procuratore Carmelo Zuccaro – non vede al momento persone indagate. Al centro dell’inchiesta vi sarebbe sopratutto la tempistica sull’ordinanza di accesso al vulcano attivo più alto d’Europa. La magistratura vorrebbe altresì verificare se la “zona rossa” si sarebbe dovuta abbassare di quota prima dell’accaduto,in modo da impedire che qualcuno potesse rimanere ferito a quota 2700 metri al momento dell’esplosione.

Oggetto di indagine anche l’azione delle guide nel garantire la sicurezza delle persone accompagnate. Tra esse, com’era stato verificato poco dopo l’incidente, anche il vulcanologo Boris Behncke dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia di Catania e una giornalista di una troupe dell’emittente televisiva inglese Bbc. I due hanno riportato solo lievi lievi escoriazioni dovute alla caduta di pietre conseguente all’esplosione freatica. Altri feriti hanno riportato contusioni e traumi.

Frattanto il vulcano continua la sua attività eruttiva, sebbene non si abbia notizia di fenomeni come quello verificatosi qualche giorno fa in presenza degli escursionisti. Dopo qualche disservizio occorso all’Aeroporto Fontanarossa di Catania e a quello di Comiso, con limitazione dei voli dovuta alla cenere eruttiva presente nell’aria, le attività degli scali aeroportuali sono riprese regolarmente.

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