Finti poveri occupano la Cattedrale. Chi c’è dietro?

Accanto al dramma dei disagiati il tentativo di strumentalizzare una protesta per farne un’arma politica contro l’attuale Amministrazione. La situazione degli occupanti del Duomo presenta più di una perplessità

CATTEDRALE

CATANIA – “Piena disponibilità ad andare incontro ai disagiati, ma non facciamoci strumentalizzare. La percezione netta che ho è che ci sia dietro questa protesta non solo gente disperata, verso cui ho comprensione, tenerezza e affetto, ma qualcuno che sta speculando per ragioni esclusivamente politiche“.

Con queste parole, durante la diretta Facebook di ieri pomeriggio, il sindaco di Catania Enzo Bianco è tornato sulla questione delle famiglie che da oltre un mese occupano la Cattedrale di Sant’Agata chiedendo alloggi e lavoro. Una vicenda che aveva commosso la città, specialmente a ridosso delle festività natalizie, con decine di persone accampate nei saloni del Duomo e molti bambini costretti a vivere fuori casa, su materassi poggiati a terra e in condizioni di obbiettivo disagio. 

Ma accanto al dramma, avverte il sindaco di Catania, vi sarebbe il tentativo di strumentalizzare la protesta per farne un’arma politica contro l’attuale Amministrazione. E in effetti, a ben vedere, la situazione degli occupanti del Duomo presenta più di una perplessità.

Come la richiesta di assegnazione di una casa a prescindere dalle graduatorie. A spiegarlo, nei giorni scorsi, era stato l’Assessore ai Servizi Sociali Fortunato Parisi, che sin dalle prime settimane ha seguito la vicenda: “I manifestanti ci parlano di un fantomatico palazzo di edilizia popolare che potrebbe essere subito occupato come avvenne, dicono, nel 2005. In affetti una dozzina d’anni fa le assegnazioni vennero fatte, a seguito di un’analoga protesta in Cattedrale, con criteri non trasparenti che oggi qualcuno vorrebbe emulare, forzando il Comune a trasgredire regole e legalità”.

Secondo i manifestanti, inoltre, molte delle abitazioni assegnate sarebbero in realtà vuote perché gli assegnatari non sarebbero indigenti. Un dato non confermato dagli Uffici comunali. Come quello sull‘esistenza di molti palazzi vuoti, che a detta degli occupanti si potrebbero trasformare in abitazioni di emergenza. Un’affermazione generica, visto che gli immobili in questione non sono stati individuati dagli autori della protesta. E’ indubbio che nei quartieri popolari possano esserci edifici vuoti o da ristrutturare. Ma va considerato quanti di questi siano ex uffici e magazzini, e non abitazioni assegnabili.

Molte delle rivendicazioni degli occupanti, insomma, farebbero acqua. Ma c’è di più. La maggior parte dei manifestanti sarebbe del tutto sconosciuta ai Servizi sociali, non avendo mai presentato una domanda per avere aiuto. Un fatto alquanto strano, per chi afferma di versare in una condizione di oggettiva povertà. Ma ancora, per quanto risulta, delle sedici famiglie prive di casa popolare soltanto cinque hanno fatto domanda per ottenerla. E tre l’hanno presentata soltanto da una ventina di giorni.

Nessuno degli occupanti, del resto, prima di occupare la Cattedrale viveva in mezzo alla strada. La maggior parte era ospite di genitori, suocere e fratelli. In una situazione certamente difficile, ma presumibilmente migliore di quella delle ultime settimane, all’addiaccio e poi nelle fredde navate della Cattedrale. Rifiutando ad oltranza qualsiasi tentativo di mediazione. Ad esempio i tirocini formativi, 400 euro al mese per sei mesi e una formazione per un possibile posto di lavoro stabile. Soluzioni che non hanno soddisfatto per niente i “disagiati”, che hanno risposto di sperare “in proposte serie”.

Insomma la situazione sarebbe ben diversa da quella descritta nei cartelloni che da oltre un mese si affacciano su Piazza Duomo. Che lasciano sospettare come dietro la protesta vi sia una precisa regia: “Il dialogo non è semplice, perché qualcuno soffia sul fuoco. Gli attacchi all’Amministrazione sulle lenzuola esposte sul sagrato, rendono evidente la cinica speculazione politica che c’è dietro un reale disagio”, ha detto nelle scorse ore l’Assessore Parisi. Un’idea ribadita ieri pomeriggio dal sindaco Bianco: “Basta leggere i cartelli che sono affissi per capire che non si tratta dell’opera di disperati ma di persone che a tavolino costruiscono una protesta”.

“Non può passare il principio che chi occupa la Cattedrale scavalca chi si mette in fila e rispetta la legge”, ha concluso il primo cittadino. Le cui perplessità sulla protesta in corso meritano di essere condivise e attenzionate. Ogni tentativo di strumentalizzazione va denunciato e condannato. Proprio per la considerazione e il rispetto che si devono ai deboli.

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  • Ha due mesi che cercano questo fantomatico strumentalizzatore politico…

    Siamo controllati notte e giorno!
    Com’è possibile che non si sia ancora trovato questo “Regista”
    Maddaiiii
    Giornasti di Tribupress!
    Siete invitati a passare la notte con Noi…

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