Firme false M5s, 8 indagati: ecco i nomi

La deputata regionale La Rocca si autosospende

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PALERMO – “Oggi in una fase in cui non sappiamo nemmeno i nomi degli indagati, l’appello di chiedere di autosospendersi a chi dovesse ricevere una notizia di indagine è il primo passo e dimostra che non facciamo sconti a nessuno. Le forze politiche si giudicano da come reagiscono a questi fatti e noi chiediamo sempre a chi si trova coinvolto in un’inchiesta di farsi da parte”.

Anche il vicepresidente della Camera, Luigi Di Maio, fa sentire la sua voce sull’inchiesta che vede coinvolti alcuni esponenti del Movimento 5 Stelle sull’affaire delle presunte firme false per la presentazione della lista del Movimento in occasione delle Comunali del 2012 a Palermo.

Intanto, secondo il quotidiano “Repubblica”, sarebbero otto gli indagati. Si tratterebbe di due parlamentari, Riccardo Nuti (che all’epoca era il candidato sindaco) e Claudia Mannino, e di altrettanti deputati regionali, Claudia La Rocca, che ha ammesso il suo coinvolgimento, e Giorgio Ciaccio. Poi ci sarebbero altri due candidati della lista 2012: Giuseppe Ippolito e Stefano Paradiso, una collaboratrice del gruppo 5 Stelle all’assemblea regionale siciliana, Samantha Busalacchi e il cancelliere Giovanni Scarpello, che accertò la regolarità delle firme. Il numero, però, potrebbe aumentare nei prossimi giorni. Gli interrogatori cominceranno lunedì.

Secondo le indagini, che hanno avuto un impulso dopo alcuni servizi de “le Iene”, alla vigilia della presentazione delle liste nella sede di un meet up nei pressi del porto di Palermo, vennero ricopiate 1.400 firme. In poche ore, ha accertato la Digos, vennero ricopiate 1400 firme su un totale di 1900 per tentare di rimediare a un errore che avrebbe potuto mettere a rischio la partecipazione della lista pentastellata al Comune.

L’inchiesta ha provocato la dura reazione dei vertici nazionali del Movimento. Con un post scriptum pubblicato ieri sera sul blog, lo stesso Beppe Grillo, ha chiesto “a tutti gli indagati nell’inchiesta di Palermo di sospendersi immediatamente non appena verranno a conoscenza dell’indagine nei loro confronti, a tutela dell’immagine del Movimento e di tutti i suoi iscritti”.

La richiesta, finora, è stata accolta solo da Claudia La Rocca. Sulla decisione presa dalla deputata di Bagheria, il gruppo M5S all’Ars ha espresso “il suo apprezzamento per il gesto compiuto dalla deputata regionale che, oltre a collaborare, si è autosospesa dal MoVimento in attesa di conoscere i risvolti giudiziari della vicenda legata alle firme raccolte per la lista presentata alle comunali di Palermo del 2012”. “La sua scelta, sicuramente non semplice, denota una coerenza che va senz’altro apprezzata”, si legge in una nota del gruppo parlamentare pentastellato a Sala d’Ercole.

Nonostante la bufera che si è abbattuta sul MoVimento, Giancarlo Cancelleri si mostra ottimista e non teme ripercussioni in vista delle prossime scadenze elettorali nell’Isola, su tutte le Regionali dell’autunno 2017. “Nessun effetto, noi le Regionali le vinciamo. Ci metto la firma… vera…”, afferma usando una battuta il leader siciliano dei grillini in un’intervista a “La Sicilia”, in edicola oggi. Cancelleri ribadisce nuovamente che “non è vero che Grillo sapeva” ed esclude che il Movimento non correrà alle Comunali di Palermo perché “è impensabile non fare la lista”, ma “poi decideranno gli attivisti”.

Cancelleri candidato in ‘pectore’ del M5S a governatore in Sicilia, passa in rassegna i potenziali competitor. Su Crocetta che si ricandida spero “lo faccia davvero. Io tifo per lui… cioè per me!”. E non nasconde che gli piacerebbe “sfidare l’eurodeputato La Via o la sindaca Nicolini” e anche “Alfano”, lanciando una sfida al ministro dell’Interno: “Se vinco io voglio che mi serva la porchetta che ha mangiato da Cardinale”. (eur)

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