Fiumefreddo presidente: “Una Sicilia da vivere”

L’avvocato in campo con i liberali: “Alternativi a destra, sinistra e Grillo. Il programma? Infrastrutture, giovani e lavoro”

 

CATANIA – La voce circola insistentemente da giorni, e il diretto interessato non nega di essere in procinto di prendere una decisione. L’amministratore unico di Riscossione Sicilia Antonio Fiumefreddo potrebbe scendere in campo per le prossime Regionali alla guida di una lista di liberali, già lanciata con il nome “LiberaItalia”. Un’idea per niente campata in area, se a supportare la candidatura dell’avvocato catanese ci sono volti noti della politica nazionale come l’ex viceministro dell’Economia Enrico Zanetti e l’ex sindaco di Verona Flavio Tosi, leader del movimento Fare!. L’obbiettivo? Ricostruire la casa dei liberali dopo venticinque anni di divisioni e intestazioni spurie, e farlo partire dalle Regionali siciliane per proiettarsi subito dopo alle Politiche. E farlo mettendo in campo personalità forti e di storia riconosciuta come Fiumefreddo.

“Un gruppo di amici liberali, con la Fondazione Einaudi e altri soggetti importanti, mi ha chiesto di candidarmi alla Presidenza della Regione – dice l’avvocato catanese ai microfoni di Tribù – E‘ una proposta che mi solletica in positivo, l’ipotesi è quella di presentarsi né con la destra né con la sinistra, dando un’indicazione di voto utile a tutti i cittadini siciliani che non vogliano votare Grillo”. Un progetto quanto mai ambizioso, con i partiti ancora in cerca di un candidato e i pentastellati avviati dati per vincenti, ma con una percentuale di astensione che potrebbe risultare drammatica. Complice l’infinito tira e molla sui nomi, fatto di veti incrociati e tatticismi francamente incomprensibili ai cittadini elettori. “Si parla di nomi, non si parla del perché un biglietto aereo Catania-Roma costi 400 euro, come per andare da Roma a New York – rilancia Fiumefreddo – Non si parla di come sia possibile metterci 3 ore e mezzo per andare in treno da Catania a Palermo, come Trapani sia irraggiungibile alla stregua di Caltanissetta e Agrigento, se non con strade pericolosissime. Non si parla dell’Università siciliana che è agli ultimi posti delle classifiche europee, non si parla di turismo, di agricoltura, di lavoro, di giovani“.

Da queste priorità partirebbe il programma del professionista catanese per la Regione. Un programma da perseguire con il rigore dimostrato in altre occasioni: “Io sono impegnato a Riscossione Sicilia, abbiamo dopo 21 anni presentato il primo bilancio in attivo – rivendica Fiumefreddo –  Abbiamo cominciato a far pagare i potenti di questa terra, a cominciare dai deputati. E’ un lavoro che non vorrei interrompere, pur per una nobile causa come quella della Regione”. Ma l’ottimo riscontro alle prime ipotesi di candidatura potrebbe avere il suo peso nelle decisioni dell’avvocato: “Stiamo discutendo, in questi giorni ho raccolto un entusiasmo che mi ha impressionato, ho ricevuto anche autorevoli telefonate di incoraggiamento. Vedrò che cosa decidere nelle prossime ore, tenuto conto che tra l’altro io non vivo di politica ma della mia professione”. 

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