M5s, Forello a rapporto da Grillo sull’audio pirata

Il candidato sindaco di Palermo vola a Roma per discutere dell’audio che getta ombre sulla sua gestione di Addiopizzo

forello

PALERMO – Non ha intenzione di fare un passo indietro. Lo ha detto chiaro e tondo, ma intanto il candidato sindaco di Palermo del M5s, Ugo Forello, è volato a Roma per incontrare alcuni deputati e i capi della comunicazione del MoVimento, per discutere dell’audio di una conversazione avvenuta nel luglio scorso a Montecitorio tra alcuni deputati nazionali e Andrea Cottone, oggi componente dell’Ufficio stampa pentastellato alla Camera ed ex Addiopizzo.

Nella registrazione, all’esame della Procura, si sente Cottone che rivolgendosi a Riccardo Nuti, Giulia Di Vita, Claudia Mannino (tutti poi coinvolti nell’inchiesta sulle firme false), Loredana Lupo e Chiara Di Benedetto, getta pesanti ombre sulla gestione dell’associazione antiracket Addiopizzo, di cui Forello è stato co-fondatore e presidente.  

Il giornalista parla anche di “un circuito meraviglioso” per il quale “si convincono gli imprenditori a denunciare, si portano in questura e gli avvocati diventano automaticamente uno fra Forello e Salvatore Caradonna”. Al processo Addiopizzo si costituisce parte civile “e viene difesa da quell’altro”. E fa riferimento ai rimborsi che poi ottengono come legali di parte civile. Cottone, nell’audio, parla anche di una gestione “poco trasparente” dei fondi Pon. Si parla di almeno un milione di euro.

L’audio, come detto, è finito agli atti dell’inchiesta sulle firme false. A consegnarlo è stato alcuni giorni fa l’avvocato Domenico Monteleone, legale di Nuti, Mannino e Di Vita, come presunta “prova per dimostrare” la presunta macchinazione subita dai deputati indagati. Il legale oggi fa sapere che l’audio della riunione non è stato rubato: “La conversazione è stata fatta alla luce del sole e Cottone era consapevole di essere registrato”.

Tesi sostenuta anche dal deputato Di Benedetto che sul suo profilo Facebook scrive: “I partecipanti alla riunione erano pienamente consapevoli e concordi alla registrazione della conversazione. Io e i miei colleghi non abbiamo ‘rubato’ nulla, non siamo ‘ladri’. Ho dato mandato al mio avvocato di querelare chiunque affermi il contrario”. Non siamo i responsabili della diffusione dell’audio – scrive Di Benedetto – L’audio è depositato presso la Procura di Palermo, dalla quale vi è una costante fuga di notizie che subiamo da mesi”.

COTTONE CHIEDE SCUSA A FORELLO: “QUALCUNO MI HA STRUMENTALIZZATO” – Versione che contrasta con quella di Cottone. “Non sapevo affatto di essere oggetto di una registrazione”, dice l’ex componente di Addirizzo che nel pomeriggio in un post su Facebook chiede scusa a Forello e all’associazione antiracket: “Qualcuno, purtroppo, ha deciso di strumentalizzarmi – scrive – sta circolando un audio registrato nell’ambito di una riunione riservata avvenuta circa un anno fa all’interno della Camera dei Deputati, tra il sottoscritto, al quale era stato richiesto da alcuni deputati di raccogliere informazioni – come normalmente avviene nell’esercizio delle funzioni di addetto alla comunicazione del gruppo parlamentare del Movimento 5 stelle della Camera – e gli stessi deputati. Tengo, pertanto, a precisare che si trattava di un’analisi necessariamente preliminare e parziale, contenente dati, notizie o valutazioni sommarie non supportate da specifica documentazione”.

“Questo atto – prosegue Cottone – rappresenta l’avvio di un iter che, a seguito di ulteriori chiarimenti, ha sciolto ogni dubbio e chiarito che le circostanze prospettate in quella conversazione si sono rilevate prive di fondamento. Dispiace dunque, oggi più che mai, per la diffusione di un audio di natura altamente riservata e in alcun modo destinato alla divulgazione che non solo lede la mia privacy ma rappresenta anche una grave violazione della natura e della riservatezza dell’incarico all’epoca conferitomi nonché, eventualmente, della inviolabilità del domicilio stesso della Camera dei Deputati. Mi scuso chiaramente con tutte le persone coinvolte e, in particolare, col comitato Addiopizzo e con Ugo Forello nei confronti dei quali, in quella sede, non si sono mai volute formulare accuse di alcun tipo né, tantomeno, esprimere alcun intento diffamatorio. E’ noto, infatti, come l’esperienza di Addipizzo abbia negli anni contribuito al progresso della città di Palermo e meriti, pertanto, tutto il più profondo rispetto. Mi preme rilevare, infine, come mi sono immediatamente attivato per denunciare l’accaduto alle autorità competenti richiedendo di accertare e individuare ogni eventuale responsabilità nonché intraprendere ogni iniziativa necessaria a inibire la divulgazione dell’audio e, per quanto possibile, a rimuovere quella in atto”.

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