Forello replica a La Stampa: “Fake news, ci temono quindi vinciamo”

Il candidato sindaco M5s a muso duro: “Ennesimo spregiudicato attacco mediatico”

PALERMO – “Fake news, ci temono, quindi vinciamo”: è il titolo di un lungo post pubblicato su Facebook da Ugo Forello in risposta all’articolo de La Stampa in cui vengono gettate ombre sul candidato a sindaco M5s di Palermo in merito alle attività imprenditoriali della sua famiglia e al rapporto di lavoro con il figlio di Silvana Saguto, magistrato rinviata a giudizio per corruzione, nel suo studio “Palermo Legal”.

IL TESTO INTEGRALE DEL POST – L’ennesimo spregiudicato attacco mediatico perpetrato ai miei danni dal quotidiano “La Stampa” conferma quanto espresso ieri sera da Beppe Grillo sul palco dello Zen. Le notizie di seconda mano false e tendenziose, riportate ad arte da un autorevole quotidiano, a 48 ore dal silenzio elettorale, sono l’ennesimo tentativo mal riuscito di screditare me per colpire il M5s. La solita macchina del fango che non fa onore al giornalismo con la G maiuscola e ai tanti Giornalisti che in Sicilia hanno pagato con la vita la loro sete di verità.

Al “giornalista” Ilario Lombardo vorrei solo raccomandare, per il prossimo “scoop”, di prestare maggiore attenzione nel riportare i fatti e di limitarsi a leggere ciò che è chiaramente riportato nelle visure camerali, senza travisarne il contenuto.

Mi limito solo ad evidenziare le grossolane falsità riportate nell’articolo:

Non ho mai avuto, e mai avrò interessi nelle Sale Bingo. Quelle riportate nell’articolo sono di proprietà di mio zio e di mio cugino, per il tramite della società Solfin, di cui io non faccio parte in alcun modo. Ciò si evince inequivocabilmente dalle visure camerali, di cui chiunque può venire in possesso. Nessuno dei fatti riportati nell’articolo a proposito delle sale Bingo mi riguarda. La mia opinione sul gioco d’azzardo, come ho già detto tante volte, non si discosta in alcun modo da quella del Movimento 5 Stelle, di cui orgogliosamente faccio parte.

– Con riferimento allo Studio Legale “Palermo Legal”, associazione professionale tra me e l’Avvocato D’Antoni, ribadisco: Francesco Caramma non ha mai lavorato presso lo studio, non ha mai percepito compensi e non ha mai fatto parte in alcun modo della predeta associazione. Si è solo limitato a collaborare (a titolo gratuito) scrivendo due articoli giuridici, peraltro molto tempo dopo i fatti di cronaca che hanno interessato sua madre, con la quale io non ho mai avuto rapporti di lavoro o cointeressenze di alcun tipo.

– Le notizie su Mario Caniglia sono a me totalmente estranee e la di lui figlia ha prestato pratica legale presso il mio studio. Ad oggi, Viviana Caniglia non è ancora avvocato e non svolge alcuna attività in Palermo Legal.

Quanto alla società Siase, aggiungo soltanto che la stessa non svolge attività dal 2013, e che la Gea Turismo non ha mai operato.

Ciò che più mi indigna non sono tanto le falsità, quanto l’impianto stesso dell’articolo, le parole utilizzate, gli accostamenti azzardati, volti unicamente a screditare la mia immagine, che viene ancora una volta fortemente lesa e violata (nell’interesse di chi?).
Tutto l’articolo (sic!) è solo un’architettura scomposta, un teorema accusatorio degno della peggiore macchina del fango, cui io mi sottraggo con la serenità che è propria di chi cammina a testa alta sempre, comunque ed ovunque.

La mia storia parla, e nient’altro. Quando saremo amministrazione di questa città, le iniziative che il Movimento assumerà insieme ai cittadini palermitani saranno volte esclusivamente alla realizzazione del Programma che è stato scritto con e per i cittadini stessi.
Buon voto libero a tutti, #RiprendiamociPalermo

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