Frode milionaria sulla vendita di alcolici: Fiamme Gialle di Agrigento sgominano banda

I fermi sono stati eseguiti simultaneamente in diverse regioni d’Italia su disposizione della Procura della Repubblica di Agrigento

alcolici

AGRIGENTO – Associazione per delinquere finalizzata al falso e alla frode fiscale con l’aggravante della transnazionalità. E’ l’accusa di cui dovranno rispondere sei soggetti fermati nelle scorse ore grazie alle indagini della Compagnia della Guardia di Finanza di Agrigento e dell’Ufficio delle Dogane e Monopoli di Porto Empedocle.

Si tratta di B.P., 50 anni, milanese, capeggiatore dell’organizzazione; S.S., di circa 60 anni, cittadino italiano ma residenza in Spagna, di circa 60 anni, arrestato all’aeroporto di Fiumicino, mentre tentava di fare rientro in Italia, dopo un’assenza di circa un anno; C.F., di circa 40 anni, siciliano trapiantato a Como, testa di legno del fittizio deposito fiscale; B.F., 35 anni, faccendiere dell’associazione; D.G.T., 65 anni, milanese, faccendiere dell’associazione; B.G., 60 anni, piemontese, faccendiere dell’associazione.

I fermi sono stati eseguiti simultaneamente in diverse regioni d’Italia su disposizione della Procura della Repubblica di Agrigento. Le Fiamme Gialle hanno scoperchiato un sodalizio criminale operante nel settore delle accise. L’operazione, come spiegato dagli inquirenti, costituisce un’appendice dell’operazione convenzionalmente denominata “Criminal Drinks”, portata a termine tra il luglio e il novembre 2016, con l’esecuzione di numerosi fermi e l’attuazione di due Mandati di Arresto Europeo in territorio britannico e belga.

Ulteriori indagini hanno permesso agli inquirenti di individuare una nuova ed articolata cellula criminale, collegata a quella già sgominata dalla precedente operazione, che simulava trasporti di prodotti alcolici presso un deposito fiscale fittizio italiano, al fine di consentire ad altri depositi fiscali esteri (mittenti) la creazione di cospicue “sacche di evasione fiscale”, in relazione a prodotti alcolici realmente esistenti ma solo cartolarmente trasferiti in Italia, che potevano quindi essere venduti “in nero” nel Paese d’origine o in altri Paesi d’Europa.

Ingente il giro d’affari dell’organizzazione. A fronte di circa 60 milioni di litri di birra e superalcolici fittiziamente movimentati, nel caso di immissione in commercio in Italia, l’accisa evasa risulterebbe pari a circa 26 milioni di euro. Cifra a cui andrebbero aggiunti circa 6 milioni di euro corrispondenti all’I.V.A., oltre a tutte le Imposte Dirette che ne conseguono.

Le Fiamme Gialle hanno inoltre comunicato l’estradizione di D.M.S.H.A.B, belga già arrestato nel febbraio 2017 in territorio straniero, in esecuzione del Mandato di Arresto Europeo per essere giudicato dalla Magistratura Italiana.

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