G7, Catania ospita consorti dei leader. Ma il Bellini perde il concerto

A suonare per Gentiloni, Trump, Abe, Macron, Merkel, Trudeau e May saranno i maestri della Scala di Milano. Il commento di Erika Marco

Bellini

CATANIA – Sarà lui ad accogliere le first lady e i first husband mentre i Sette Grandi del mondo saranno impegnati a Taormina a discutere il futuro dell’umanità.

Enzo Bianco ospiterà mogli e mariti dei leader del G7 il prossimo 26 maggio a Palazzo degli Elefanti. Cinque donne e due uomini: da una parte Melania Trump, moglie del Presidente degli Stati Uniti Donald, Akie Abe, consorte del Presidente giapponese Shinzo, Brigitte Trogneux, già celebre moglie ed ex insegnante del neopresidente francese Macron, Sophie Grégoires, sposa del Primo Ministro canadese Trudeau, ed Emanuela Mauro, moglie del premier italiano Gentiloni. Dall’altra, in minoranza nettissima, i consorti delle due lady di ferro del mondo occidentale: Philip May, marito del Primo Ministro inglese Theresa, e Joachim Sauer, sposo in seconde nozze della Cancelliera tedesca Merkel.

Ad amalgamare il composito gruppo (“C’erano una first lady americana, una francese, una italiana …”) il primo cittadino della città ai piedi dell’Etna, interessata dal Summit per prossimità territoriale ma non certo per meriti politici e istituzionali.

Nemmeno quando i due aspetti si assommano in una stessa figura, quella di Enzo Bianco, di nuovo. Sebbene il sindaco sia amico di vecchia data del premier Gentiloni e fiero sostenitore di Renzi (e dunque ben introdotto presso l’organizzazione italiana del meeting), il massimo che riuscirà ad ottenere per la città in termini di visibilità e prestigio sarà appunto ospitare mogli e mariti dei leader al Comune di Catania. Nobilissimo ruolo, per carità, quello di anfitrione di sì prestigiose dame e messeri. Ma ci si sarebbe aspettati di più, essendo il G7 un’occasione unica per affermare il protagonismo della città in Italia e nel mondo, perlomeno nel campo della cultura. 

Tutt’altro. Il sindaco di Catania, che presiede il Teatro Massimo Bellini – un istituto la cui Storia non staremo a riepilogare, e nemmeno le criticità – non è riuscito a far sì che il concerto che allieterà i grandi della terra la sera del 26 maggio sia tenuto dall’orchestra del primo teatro cittadino. A suonare per Gentiloni, Trump, Abe, Macron, Merkel, Trudeau e May saranno invece i maestri della Scala di Milano. Come se la Sicilia non potesse offrire un efficace contributo musicale, come se il Bellini non fosse stato concepito per eguagliare (e superare) proprio la Scala di Milano. Di tanta storia l’organizzazione del Summit – che pure si tiene in Sicilia per valorizzare le risorse di questa terra – non terrà conto.

Al Presidente del Teatro Bellini e sindaco di Catania sarà concesso di badare – altissimo onore, per carità – che la signora Trump e i suoi omologhi delle altre Nazioni non si annoino mentre mariti e mogli decidono il destino del mondo. Chi si accontenta gode, dice il proverbio. Così così, aggiunge una famosa canzone.

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  • A mia amata e odiata città CATANIA è sempre più violentata e insultata… non siamo capaci di valorizzare quello che la natura e la storia ci hanno donato…poi quel puffo malefico di bianco è una vergogna

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