G7, Bianco accoglie i consorti ma Catania non è più “first lady”

Come per ogni visita importante degli ultimi anni, la città imbellettata che domani saluterà mogli e mariti dei Capi di Stato non sarà la vera Catania

BIANCO

CATANIA – A meno di ventiquattrore dall’inizio del G7 gli occhi del mondo sono già puntati su Taormina per provare a divinare l’esito del summit dei grandi della terra.

Profili di interesse l’incontro ne avrà. Il Gruppo dei Sette si presenta in forma inedita, con quattro importanti “new entry” rispetto all’anno scorso (TrumpMacron, May e il padrone di casa Gentiloni) e tre “seniores” (MerkelTrudeau e Abe) non meno rilevanti sullo scacchiere internazionale. Ognuno dei leader porterà al tavolo i propri dossier, e saranno prese decisioni di rilievo mondiale.

In questo valzer di grandi potenze un posto di rilevo sarà occupato dal sindaco di Catania Enzo Bianco. Come anticipato da Tribù alcuni giorni fa, il primo cittadino etneo avrà il delicato compito di accogliere a Catania mogli e mariti dei Capi di Stato e di Governo riuniti a Taormina. Per una giornata all’insegna della natura (giro dell’Etna in elicottero), della cultura (visita privata al Monastero dei Benedettini) e della buona tavola (pranzo di gala a Palazzo degli Elefanti).

Una giornata perfetta, quella preparata dall’organizzazione italiana. E giustamente: in molti Paesi del G7 i consorti dei leader hanno precisi ruoli istituzionali, e dunque Catania sarà oggetto domani di una vera e propria visita di Stato. C’è da credere che la città accoglierà nel modo più degno degli ospiti tanto illustri, avendo provveduto a tirarsi a lucido per quella che probabilmente sarà la più importante photo opportunities del mandato di Enzo Bianco.

Eppure, come per ogni visita importante vista negli ultimi anni, la Catania che saluterà gli ospiti non sarà la vera Catania.

Le strade riasfaltate, la segnaletica ripristinata, i controlli di sicurezza all’interno del perimetro interessato dalla visita delle delegazioni, gli interventi emergenziali da centinaia di migliaia di euro disposti nelle ultime settimane serviranno soltanto a garantire qualche ora amena ai consorti dei Capi di Stato del G7. I quali avranno un bel dire, tornando nei rispettivi Paesi, di avere trovato a Catania un’accoglienza squisita.

Sarà vero, naturalmente. Ma altrettanto vera sarà l’amarezza dei cittadini nel constatare che bisogna aspettare il G7 per risolvere problemi ancestrali come quello delle strade. O della segnaletica, o della sicurezza e del decoro urbani, e solo in alcuni tratti interessati dalla visita. La città perfetta immaginata dal sindaco e consegnata fittiziamente ai consorti dei sette leader non esiste. L’importante occasione di domani – che sarà d’obbligo affrontare nel migliore dei modi, per l’orgoglio e la dignità di un’intera Nazione – ce lo ricorda purtroppo in modo netto.

Catania, seconda città della Regione per numero di abitanti, non è più la first lady siciliana. Non lo è da molti anni, e per responsabilità composite. Domani, accogliendo Melania Trump e le altre première dame (ma anche i mariti di Merkel e May), questa decadenza si manifesterà nel modo più completo. E i sorrisi di circostanza e le foto di rito non basteranno a nasconderla.

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  • Consiglierei a Bianco e Francesca ( in questo momento di fibrillazione ) …. Massimo D’Azeglio :

    Uniamo il Mondo intero a Catania

    «Abbiamo fatto l’Italia. Ora si tratta di fare gli italiani». La famosa frase di Massimo d’Azeglio è generalmente intesa come un appello alla creazione di un’identità nazionale italiana nel senso inteso dalla Rivoluzione francese, cioè unire il “popolo” consapevole di essere spiritualmente unito da caratteristiche quali una lingua comune, una storia comune ed una religione comune in uno Stato creato dalla volontà collettiva delle persone (come ovviamente lo è formalmente il nuovo Regno con i plebisciti).

    Salvo

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