Galletti gela Musumeci: “Chi è capace risolva i problemi. Esportare i rifiuti non è la soluzione”

E’ una risposta a muso duro quella rivolta tra le righe dal Ministro dell’Ambiente al Presidente della Regione Siciliana 

GALLETTI

PALERMO – “Chi è capace di fare ha risolto il problema, ma c’è chi ancora segue la pancia dei cittadini, non risolve il problema e lo scarica su altri. Per me è inammissibile”. E’ una risposta a muso duro quella rivolta tra le righe dal Ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti al Presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci, che nelle scorse ore era intervenuto sulla questione dei rifiuti sull’isola chiedendo poteri speciali al Governo e annunciando un bando per l’invio della “monnezza” siciliana all’estero. Una situazione di emergenza, quella descritta da Musumeci, che ha prospettato l’esaurimento delle discariche siciliane da qui a pochi mesi. 

“Bellolampo è la più grande crisi, ma il problema è generale – aveva detto il Presidente della Regione parlando ai giornalisti – Tutte le discariche in Sicilia sono prossime al collasso. Abbiamo due milioni di metri cubi da conferire prima che non ci sia più posto. Al giorno in Sicilia vengono portati in discarica 5 mila tonnellate di rifiuti. Se nulla dovesse cambiare a settembre non avremmo più dove metterli. Domani chiederò a Gentiloni la dichiarazione di emergenza ambientale per la discarica palermitana di Bellolampo e i comuni che conferiscono nel sito. Ho bisogno di poteri speciali”.

Oggi la risposta di Galletti, che in un’intervista al Resto del Carlino ha commentato la situazione dei rifiuti a Roma – invitando il sindaco Virginia Raggi “a trovare una soluzione per i propri rifiuti: la Capitale mi preoccupa molto, lo dico da mesi, e oggi lo dico con più forza di prima” – lanciando poi una stoccata al governatore siciliano e alle  sue richieste. “Le Regioni che non hanno chiuso il ciclo dei rifiuti non pensino che portarli fuori dal loro territorio sia una soluzione strutturale”, ha detto Galetti. Senza fare esplicitamente il nome di Musumeci, ma il riferimento alla Sicilia sembra fin troppo chiaro. 

Il capitolo “monnezza” rimane insomma la principale spina nel fianco per l’esecutivo regionale. Che rimane senza un Assessore ai Rifiuti, dopo la defezione dell’onorevole Vincenzo Figuccia seguita alla polemica di qualche giorno fa con il presidente dell’ARS Gianfranco Micciché sui maxi stipendi due dirigenti di Palazzo d’Orléans. In attesa di individuare il sostituito di Figuccia – il posto in Giunta spetta all’Udc – Musumeci ha avocato a sé le deleghe, assicurando di voler trattare personalmente la questione. 

A spezzare una lancia nei confronti di Musumeci e dell’esecutivo regionale il sindaco di Palermo Leoluca Orlando: “Condivido la preoccupazione espressa dal Presidente Musumeci relativamente ad una situazione regionale della gestione dei rifiuti – ha detto il primo cittadino, presidente dell’Anci Sicilia – che è disastrosa sotto tanti punti di vista, per l’assenza, almeno negli ultimi venti anni, di una politica organica di settore, per una grave confusione normativa e legislativa, per indebiti intrecci e confusione fra interessi privati e potere politico amministrativo”.

“Di fronte alla situazione odierna occorre agire con trasparenza e chiarezza di prospettiva – ha proseguito Orlando –  oltre che con spirito di collaborazione e mutuo supporto fra tutti i livelli istituzionali”. E a proposito di istituzioni, sono 51 i sindaci del palermitano, del messinese e del trapanese che nelle scorse ore hanno chiesto un incontro con il Presidente della Regione per discutere sul da farsi. Visto il prossimo esaurimento della discarica di Bellolampo, infatti, i Comuni che fino a qualche mese fa vi conferivano sono stati dirottati a Misterbianco, dall’alta parte dell’Isola. Con un aumento del 10% sui costi di trasporto. Un aggravio non da poco per molti piccoli centri che ora chiedono soluzioni al Presidente. 

 

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