La rotta illecita del gasolio libico da Malta alla Sicilia

I risultati dell’operazione “Dirty Oil”, che nelle scorse ore ha portato all’arresto di 9 persone accusate di aver messo in piedi un’associazione a delinquere dedita al riciclaggio di carburante rubato. 50 gli indagati

 

CATANIA – “Un traffico internazionale operante su uno degli scenari più caldi tra Europa e Africa, cioè in Libia”. Con queste parole il Procuratore di Catania Carmelo Zuccaro ha introdotto i risultati dell’operazione “Dirty Oil”, che nelle scorse ore ha portato all’arresto di nove persone accusate di aver messo in piedi un’associazione a delinquere dedita al riciclaggio di carburante rubato dalla raffineria libica di Zawyia, a 40 chilometri da Tripoli, destinato dopo la miscelazione al mercato italiano ed europeo, in particolare Francia e Spagna.

I NOMI – Ad essere arrestati dai Finanzieri del Comando Provinciale di Catania soggetti italiani, maltesi e libici. In manette Marco Porta, 48 anni, amministratore dell’azienda petrolifera Maxcom Bunker spa.; Fahmi Mousa Saleem Ben Khalifa, alias “il Malem” (il capo), nativo di Zuwarah (Libia), fuggito dal carcere nel 2011 con la caduta del regime di Gheddafi dove stava scontando una condanna a 15 anni per traffico di droga; il catanese Nicola Orazio Romeno, 45 anni, indicato da alcuni collaboratori di giustizia quale appartenente alla frangia mafiosa degli Ercolano; i cittadini maltesi Darren De Bono, 43 anni, e Gordon De Bono, 43 anni; Tareq Dardar, libico originario di Zuwara. Ai domiciliari sono finiti Rosanna La Duca, 48 anni, consulente esterna della Maxcom, Stefano Cevasco, 48 anni, addetto all’ufficio commerciale, Antonio Baffo, 61 anni, responsabile del deposito fiscale di Augusta. 50 in totale le persone indagate.

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“Tutti i soggetti coinvolti sono di estremo interesse investigativo non soltanto per questi reati – ha sottolineato il Procuratore Zuccaro – Stiamo parlando di un traffico di ingente quantità – 80 milioni di chili di gasolio in un solo anno – entrato illegalmente in Italia, che garantiva ai libici ingenti profitti. Dato importante anche perché uno degli arrestati, Ben Khalifa, è considerato capo di una milizia”. A dettagliare le condotte del trafficante libico è stato il Comandante Provinciale della Guardia di Finanza Nicola Quintavalle Cecere: “Il petrolio dalla Libia può essere esportato solo tramite la compagnia nazionale – ha spiegato il Generale – Ben Khalifa, noto alle cronache internazionali, sottraeva da questa raffineria il petrolio, che veniva trasportato via mare, con dei pescherecci e delle motonavi fornite dai maltesi, dalla Libia verso la Sicilia”.

Secondo gli inquirenti il trafficante controllava le acque antistanti i porti di Abu Kammash e Zarah, permettendo a navi cisterna di rifornirsi del gasolio proveniente dalle raffinerie. Nelle operazioni venivano utilizzati pescherecci modificati o piccole navi cisterna, alcune delle quali arrivavano al largo di Malta per trasferire il carburante sottratto su imbarcazioni maltesi. Queste ultime trasportavano il gasolio nei porti italiani per conto della Maxcom Bunker SPA, che lo acquistava a prezzo ribassato fino al 60% rispetto al valore di mercato. Nel corso delle operazioni le imbarcazioni spegnevano i trasponder per essere “invisibili” ad occhi indiscreti.

Una tecnica che ha reso particolarmente complesse le indagini, come ricordato dal Procuratore Zuccaro, che ha sottolineato come per la prima volta gli uomini della Finanza abbiano captato conversazioni tra telefoni satellitari, operando a bordo dei mezzi aeronavali del Comando Operativo Aeronavale della Guardia di Finanza e con il contributo tecnico fornito dal Servizio Centrale Investigazione Criminalità Organizzata (S.C.I.C.O.).

Il carburante illecitamente “importato” veniva miscelato negli stabilimenti Maxcom di Augusta e poi immesso sul mercato all’insaputa dei distributori e degli utilizzatori finali, e vendita ad un prezzo simile a quello del gasolio “legale” nonostante la qualità del prodotto fosse nettamente inferiore. Un sistema lucroso e collaudato, che si serviva di documentazione falsa per attestare la provenienza saudita del carburante. In un secondo momento il gruppo avrebbe simulato la cessione del gasolio da parte di società sussidiarie della N.O.C. (National Oil Corporation), la compagnia petrolifera nazionale della Libia, unica titolare del commercio petrolifero nella nazione africana.

Dopo la pubblicazione, avvenuta l’anno scorso, di un documentato reportage dal titolo “Le Petroliere fantasma dalla Libia all’Italia – I traffici nel mediterraneo” – pubblicato sul Corriere.it, argomento ripreso dal Report del Gruppo di esperti in Libia del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite – i trafficanti, allarmati dall’improvvisa attenzione mediatica verso i loro affari, avevano cambiato sistema, evitando di simulare la provenienza saudita del gasolio. 

Ma il carburante era al centro di un secondo filone di illeciti, svelati dalla Guardia di Finanza di Catania che in alcuni casi è riuscita a tracciare la destinazione finale del prodotto sul territorio nazionale. Le Fiamme Gialle hanno scoperto una distinta associazione a delinquere finalizzata alla sistematica evasione dell’IVA e alla vendita a distributori stradali “compiacenti” dell’hinterland etneo, consumando il reato di frode ai danni dei consumatori e delle compagnie di bandiera.

Una struttura illecita composta secondo gli inquirenti da società “cartiere” del catanese e del siracusano, nonché da depositi fiscali e di stoccaggio da un capo all’altro dell’isola, unite tra loro da apparenti rapporti commerciali attraverso l’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti. L’articolato sistema di frode ha comportato un mancato incasso IVA per oltre 11 milioni di euro. Gli amministratori delle società coinvolte risultano indagati.

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  • per il resto tutto valido? il problema di catania è solo il gasolio importato irregolarmente?
    non ci sono mai irregolarità amministrative e danni erariali ?
    su piazza europa, sugli affitti, sul servizio idrico integrato? tutto valido pure sotto il profilo amministrativo?
    sull’affitto della agenzia delle entrate hanno risolto ottimamente continuando ad affittare e riducendo gli spazi?
    come mai il movimento 5 stelle non convoca una bella conferenza stampa e spiega che si tratta di tutti atti invalidi?

  • Eppure il movimento 5 stelle ha in parlamento una quantità ciclopica di deputati, ciononostante, ultimamente non trova il tempo di intervenire sui temi riguardanti la città di catania.

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