Gettonopoli Catania, Notarbartolo: “Finito in un processo che col diritto ha davvero poco a che fare”

La nota del consigliere Niccolò Notarbartolo sull’inchiesta che lo vede coinvolto

Niccolo Notarbartolo

CATANIA – Riceviamo e pubblichiamo in versione integrale la nota di Niccolò Notarbartolo sull’inchiesta che lo vede coinvolto insieme ad altri 33 consiglieri comunali.

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Niccolo NotarbartoloOggi sono spinto a pensare che esista una grande organizzazione burocratica che tradisce il significato letterale del nome che le è stato attribuito. Perché non si può negare che il sistema giustizia, a volte, imbocchi strade non immediatamente comprensibili. Nel mio immaginario ho sempre ritenuto che in un processo esista una parte – l’accusa – che indaga e formula capi di imputazione, un’altra parte – quella lesa – che lamenta di aver subito un torto, ed infine una parte – quella che dovrebbe rappresentare il giusto – che decide se la parte lesa sia effettivamente tale e se l’accusa sia realmente fondata.

In casi come questo, – ma non me ne sorprendo perché è così da che mondo è mondo – c’è anche un’altra parte rappresentata da soggetti che si limitano a fare l’unica cosa che la propria natura gli consente. In fin dei conti, da avvoltoi e sciacalli, che altro ci si potrebbe aspettare.

Bè, io sono finito coinvolto in un processo in cui la parte lesa non lamenta lesioni, l’accusa che ha indagato non mi accusa, ma contro di me, contro l’accusa e a tutela di una parte che lesa non si sente, c’è un giudice che decide di assumere tutte le parti in causa e lotta contro tutti per l’affermazione di un “giusto” abbastanza ipotetico. Un sussulto teso a una moralizzazione che non mi sento di contestare o condannare del tutto. Ma che – ma so che è una mia personalissima opinione -, col diritto ha davvero poco a che fare.

E così vengo chiamato in causa, non per avere posto in essere azioni volte a perseguire un mio vantaggio personale, ma per aver presieduto commissioni in cui il segretario verbalizzante potrebbe avere sbagliato a scrivere l’orario di ingresso di un consigliere per ben 5 minuti. Errore che, peraltro, sono sicuro lui non abbia commesso.

E questo presunto errore, badate bene, ha addirittura reso possibile che tre miei colleghi rosicchiassero 5 minuti necessari a rubare 70 euro ciascuno. Quindi io sarei un delinquente così incallito che, pur di permettere a tre miei colleghi di rubare in un anno 70 euro, in combutta con loro, avrei messo in discussione la mia vita e i miei valori.

Poco importa che in verità quei settanta euro nessuno li abbia rubati, che quei 5 minuti non avessero nessuna valenza per l’ottenimento del famigerato e ambitissimo gettone. E che questa cosa sia nota a tutte le parti in causa.

Importa ancor meno che dovrò spendere qualche migliaio di euro – spero davvero meno – per avvocati che dovranno difendermi da un’accusa che ho difficoltà a comprendere.

Dovrò rassegnarmi: alla fine tutti noi dobbiamo recitare la parte che ci è stata assegnata. Non me l’aveva mica prescritto il medico di fare il politico!

Sono sereno solo perché sono sicuro di non aver fatto nulla di male. E spero che le cose vadano come devono andare.

Perché tutto sommato sono un ottimista, ho superato molto di peggio nella vita e credo che, a dispetto di tutto e di tutti, la giustizia, magari non sempre, ma nella maggior parte dei casi, alla fine prevalga.

Niccolò Notarbartolo


LA VICENDA – Il consigliere del Partito Democratico Niccolò Notarbartolo è uno dei 34 componenti del senato cittadino coinvolto nel caso “gettonopoli”: i fatti risalgono al 2014 e sono stati denunciati dagli attivisti del Movimento 5 Stelle.

Al termine delle indagini preliminari scaturite dalla denuncia-esposto dei pentastellati, il pm Fabio Regolo aveva richiesto l’archiviazione del fascicolo.

Il gip Nunzio Sarpietro aveva deciso di non accogliere l’istanza. Ieri la notizia dell’imputazione coatta per 34 consiglieri e 17 segretari verbalizzanti.

 

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  • Forse perché con le parole e con i fatti denunci le incongruenze e le corruttele perpetrate dai potenti?

  • Ma è una vendetta contro un politico competente e per bene? da parte di una politica chiassosa e incapace di capire, prima ancora che di risolevere, qualche problema? Speriamo che la cosa si risolva con il minore danno possibile per Notarbatolo. Ma poi vorremmo che chi provoca tali fastidi fosse anche punito.

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