Gettonopoli Catania, il presidente dei Gip Nunzio Sarpietro: “Come far finta di niente?”

Conversazione a tutto campo con il capo dei Gip catanesi

 

CATANIA – “Ricostruire, tra le righe, le vicende umane”. Per Nunzio Sarpietro, nelle carte delle inchieste, bisogna sempre leggere le storie. Parentesi di vita, infelici o sfortunate, da analizzare attentamente per restituire Giustizia alla Verità. E viceversa.

È un uomo gentile, amante del golf, ma soprattutto è il presidente dei Gip del Tribunale di Catania.

Ricorda la Catania degli anni Novanta (quella della “Primavera di Bianco” per intenderci) e non ha dubbi: questa città adesso è in pieno degrado. “Sono andato via nel 1998, dopo Tangentopoli, e quando sono arrivato a Trieste il nome di Catania era un bel nome”.

Una decadenza generale che, secondo Sarpietro, è riconducibile a un “eccessivo rilassamento delle regole”. Impossibile non parlare del caso Gettonopoli, l’inchiesta che, proprio per volere del Gip, porterà alla sbarra 34 consiglieri comunali e 17 segretari di commissione. 

Il Pubblico Ministero Fabio Regolo ne aveva chiesto l’archiviazione, ma Sarpietro ha scelto di procedere con l’imputazione coatta. Espressione dell’autonomia e della dialettica tra i due uffici. “La Procura – ci spiega il presidente dei Gip – ha ritenuto che non ci fossero gli estremi per procedere. Il timore era di non poter accertare nulla a causa della grande deflagrazione mediatica“.

quei consiglieri comunali che hanno ribadito la propria innocenza dimostrando di aver partecipato a un numero di sedute superiore rispetto alle 27 pagate dall’Ente, Sarpietro risponde: “Non è una giustificazione, significa tradire lo spirito della norma.  Parliamo di centinaia di casi in cui, eventualmente, ci sarebbero stati errori colossali e continui”.

Guai a considerarli tutti ‘ladri’. I processi si svolgono nelle aule dei Tribunali e la gogna mediatica è un errore gravissimo. Il Gip ci tiene a puntualizzarlo. 

“Ci sono alcune macchie nelle istituzioni che dovrebbero essere estirpate attraverso controlli interni. Se si può prendere il gettone di presenza, partecipando anche soltanto per un minuto alla commissione o al consiglio, vuol dire che è il sistema interno a non funzionare”.

Gettonopoli, ma non solo. Sarpietro ci parla della macchina giuridica e della sua efficienza nonostante  le carenze di strutture e personale. Una chiacchierata che ci fa muovere tra passato e futuro di questa città, dalle piazze e ai palazzi.

È in quest’intreccio che si inserisce anche la sua storia personale: aspira a presiedere il Tribunale etneo? Una domanda forse sfrontata la nostra, a cui il presidente dei Gip risponde sinceramente: “Credo di avere i titoli necessari ma in campo ci sono tanti candidati validi, attenderemo la decisione del Consiglio Superiore”.

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