Giarre resta senza Pronto Soccorso, D’Anna: “Ho scritto due volte a Crocetta, ma non ha risposto”

Il primo cittadino giarrese accusa il presidente della Regione e l’assessore Gucciardi

angelo d'anna

 

GIARRE – Ecco la nuova rete ospedaliera siciliana. Addio ai tagli. Si festeggia “l’eccellente risultato” per l’ospedale Garibaldi e per i nosocomi di Caltagirone e Acireale. Fioccano i comunicati della politica e i plausi dei giornali. Tutti – o quasi – felici e contenti. 

Nel catanese, si parla di “ospedali riuniti di Acireale e Giarre”. Ma è davvero così?

Nelle ultime ore, sono tanti i cittadini giarresi infuriati. Aggrediscono sui social network i politici che acclamano il piano sanitario, attualmente al vaglio del Ministero della Salute. A spiegare senza eufemismi perché è il primo cittadino Angelo D’Anna. Il sindaco di Giarre fa nomi e cognomi dei “responsabili” di quella che definisce “l’unica realtà penalizzata da questa manovra”.

Sì, perché parlare di nosocomi “riuniti” non equivale a specificare che “l’unico pronto soccorso chiuso in Sicilia è quello di Giarre”.

Una modifica alla geografia ospedaliera che risale a due anni fa. Un vulnus che non trova soluzioni nemmeno in quest’ultimo decreto, seppur risolva la maggior parte delle perplessità scatenate dalla bozza redatta a settembre 2016 (e per fortuna corretta).

“La triste realtà – spiega D’Anna – è che i cittadini di Giarre, Riposto, Mascali e dell’hinterland sono costretti ad andare ad Acireale. Questo territorio conta 90mila persone, oltre agli 8mila che frequentano le nostre scuole, con un tessuto industriale e artigianale di rilievo, il porto turistico di Riposto e la stazione sciistica a Linguaglossa”.

“Questo piano è sicuramente un successo – continua il primo cittadino – perché rischiavano la chiusura 10 pronto soccorso tra cui Militello Val di Catania, Nicosia e altri che sono stati salvati. L’unico che resta chiuso è quello di Giarre che lotta da 9 anni”. Perché?

“C’è indubbiamente una precisa volontà politica di rafforzare le strutture ospedaliere private e rendere più solido l’ospedale di Acireale. I responsabili? Chi festeggia questo decreto come un grande successo è Nicola D’Agostino insieme a una sanità privata, su cui vengono dirottati i posti letto che non accoglie Giarre, a cui fa capo l’onorevole Luca Sammartino. Che Acireale diventi un ospedale più strutturato passando a Dea di primo livello non risolve i nostri problemi. Questa insensibilità della politica è intollerabile. È giusto che la politica acese cerchi di potenziare il proprio ospedale ma non a discapito del nostro territorio”.

Una politica insensibile e sorda, secondo quanto ci racconta il sindaco di Giarre. “In 30 giorni ho scritto due volte al presidente della Regione Rosario Crocetta, all’assessore alla Salute Baldo Gucciardi, al Prefetto e a tutte le autorità per dire che il distretto di Giarre è stato isolato sia a causa delle piogge torrenziali di dicembre sia dalla recente neve. Attualmente non ho ricevuto alcuna risposta da nessuno. Un inaccettabile isolamento dei cittadini che non hanno potuto accedere tempestivamente ai soccorsi. Viviamo in una zona ad alto rischio sismico, non oso immaginare nel caso di una calamità, cosa accadrebbe”.

“E’ una questione di equità – conclude D’Anna – Giarre deve riavere il suo pronto soccorso! Con forza ribadirò questo concetto in tutte le sedi possibili”.

 

 

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