Di Maio vs giornalisti, il cronista del Fatto: “Confermo tutto”

La versione di Luca De Carolis, tra i protagonisti della vicenda del ristorante palermitano dove i vertici del M5s avrebbero chiesto al proprietario di scegliere tra loro e i cronisti già seduti 

Fatto

PALERMO – “Vi dimostrate casta e giornalisti non liberi, arrampicandovi sugli specchi!!! E insisti come un omertoso qualunque continuando a negare!!! Spero che Travaglio prenda provvedimenti!”. E’ solo uno delle decine di commenti piovuti nelle ultime ore sulla bacheca di Luca De Carolis, cronista del Fatto Quotidiano, tra i protagonisti della vicenda del ristorante palermitano dove i vertici del M5s avrebbero chiesto al proprietario di scegliere tra loro e i cronisti già seduti in sala. Questa, almeno, la versione dei tre giornalisti presenti – Mario Ajello del Messaggero, Gabriella Cerami dell’Huffington Post e De Carolis del Fatto – che all’indomani dell’episodio, avvenuto l’ultimo giorno di campagna elettorale, hanno descritto sulle rispettive testate l’insofferenza dimostrata dai Cinque Stelle e in particolar modo dal candidato premier Di Maio verso la stampa. 

Questa la versione di De Carolis, in linea con il racconto dei colleghi: “Sono più o meno le 23.40 di venerdì scorso quando Beppe Grillo, il candidato governatore in Sicilia Giancarlo Cancelleri e diversi parlamentari, tra cui il candidato premier Luigi Di Maio e Alessandro Di Battista arrivano al ristorante Gigi Mangia in centro, dopo il loro comizio in piazza Verdi”, scrive il cronista del Fatto. “Ma vedono i tre giornalisti al tavolo a fianco – prosegue – E la prendono male. Il più agitato è Di Maio, che scandisce: ‘Non possiamo mangiare qui, o noi o loro’. Davide Casaleggio fa capolino e poi schizza fuori. Grillo, che inizialmente non aveva riconosciuto i cronisti, si ferma davanti all’entrata. ‘Ci avete seguito’ sibila qualcuno. Mentre il capo della Comunicazione Rocco Casalino prova a mediare: ‘Hanno già finito di scrivere’. Ma Di Maio insiste: ‘Figuriamoci’. Ed esce. Alla fine si alzano i cronisti: ‘Se è così ce ne andiamo noi’. Il proprietario se ne resta zitto. E i Cinque Stelle rientrano. Incuranti della buona creanza”. 

La cosa sembrava destinata a finire lì, come tanti episodi più o meno edificanti delle Regionali in Sicilia. Fino a quando, ieri sera, la trasmissione Le Iene non ha mandato in onda un servizio sulla vicenda firmato da Cristiano Pasca. L’inviato della trasmissione di Italia Uno ha raccolto le testimonianze del proprietario del ristorante Mangia e di Cancelleri, concordi nello smentire la ricostruzione dei giornalisti sull’aut aut di Di Maio riguardo la presenza della stampa. “Quella frase non è mai stata pronunciata”, affermano all’unisono il ristoratore e il deputato del M5s. Tutto vero, dicono dall’altra parte i cronisti. Ma il servizio, per il Movimento Cinque Stelle e il blog di Grillo, è interpretato come la prova di una fake news.

Scatenando la reazione social accennata in apertura. Basta scorrere le rispettive bacheche Facebook per averne la prova. “Devi farti solo schifo… Tira fuori le prove cantastorie”, si legge sul profilo di De Carolis. “Le prove o sono solo BALLE Spaziali!!”; “Spero in Travaglio. Buffone”; “Lavorerai ancora per poco in questo giornale”, e molte altre considerazioni più o meno eleganti che arrivano a tirare in ballo i familiari del cronista. Che in mattinata è tornato sull’argomento ripubblicando il pezzo: “Nota di servizio: per quanto riguarda la vicenda del ristorante di Palermo confermo tutto quanto scritto qui … il post del blog di Grillo e gli insulti di rara violenza che mi stanno piovendo addosso sono aria. E io non ho paura”. 

Una sicurezza ribadita anche a Tribù: “Confermo tutto, sillaba per sillaba”, dice il cronista del Fatto. Che nel pomeriggio ha ricevuto anche la solidarietà del direttore Marco Travaglio, che ha difeso l’operato del cronista e la veridicità della notizia. Anche gli altri due giornalisti confermano di poter poter provare quanto scritto. La vicenda, insomma, potrebbe non essere finita. 

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