Girlando a processo per tentata concussione

L’ex assessore al Bilancio del Comune di Catania rinviato a giudizio: la prima udienza il 6 dicembre prossimo

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CATANIA – Giuseppe Girlando sarà processato. L’ex assessore al Bilancio del Comune di Catania è stato rinviato a giudizio dal Gup Simona Ragazzi per tentata concussione aggravata. Il processo si aprirà il 6 dicembre prossimo davanti alla Terza sezione penale del Tribunale.

La vicenda risale alla fine del mese di febbraio dello scorso anno, quando il direttore generale della Simei, Gianluca Chirieleison si presenta dai carabinieri denunciando di essere stato minacciato dall’allora assessore Girlando. La Simei, azienda che da anni si occupa della manutenzione dell’illuminazione pubblica, era in attesa di chiudere una transazione da quasi 4 milioni con il Comune.

Per avvalorare e rafforzare la sua accusa, Chirieleison, assistito dall’avvocato Gianluca Costantino, deposita anche la registrazione audio di una sua conversazione con Girlando avvenuta il 17 febbraio nell’ufficio dell’allora assessore.

Il faccia a faccia tra i due si consuma nei giorni in cui in Consiglio comunale discute il rinnovo della convenzione alla Sostare, delibera proposta dallo stesso Girlando. L’ex assessore non tollera la presa di posizione del consigliere di minoranza Manlio Messina che a suo dire “si oppone per fare danno”, quando “la delibera è invece importante per il Comune di Catania”. Ed è per questo ed in virtù della vicinanza che sa esserci tra Chirieleison e Messina che Girlando chiede all’imprenditore di fare qualcosa per “calmare” il consigliere d’opposizione.

“Farò di tutto perché questa transazione ritardi il più possibile”, dice Girlando all’imprenditore. “E io in tutto questo?”, domanda allora Chierieleison. “Mi dispiace, ma si trova nel mezzo” replica l’ex assessore.

Alla luce della denuncia, la Procura apre un’inchiesta coordinata dal Pm Fabio Regolo, che il 10 ottobre dello scorso anno chiede il rinvio a giudizio di Girlando.La condotta di Girlando, secondo la Procura, avrebbe causato un danno patrimoniale alla Simei. Danno patrimoniale che potrebbe aver portato la ditta al fallimento.

IL COMUNE SARA’ RESPONSABILE CIVILE – Nell’udienza di oggi, il Gup Ragazzi ha anche rigettato l’istanza di esclusione del Comune da responsabile civile. L’avvocato Agata Barbagallo aveva chiesto per che l’Ente fosse individuato come parte offesa, richiedendo eventualmente la costituzione di parte civile a tutela della propria immagine, proprio contro il suo ex amministratore. Il Comune sarà dunque chiamato a rispondere dei danni in caso di condanna di Girlando.

L’avvocato Carmelo Peluso, legale dell’ex assessore al Bilancio, aveva chiesto  il “non luogo a procedere”. Nel procedimento sono presenti come parti civili oltre a Chirieleson, Maria Cristina Ferranti, in qualità di socia al 41% della Simei, e la società con il suo curatore fallimentare Gaetano Cocuzza.

IL COMMENTO DI CHIRIELEISON – “Mi complimento con l’Arma dei Carabinieri e il dottore Regolo per le indagini che hanno portato al rinvio a giudizio di oggi per una vicenda veramente particolare che ha arrecato grossi danni”, ha commentato subito dopo la lettura dell’ordinanza Chirieleison. “Ora affronteremo il processo – aggiunge – con la massima serenità perché abbiamo sempre agito con la massima trasparenza”.

Alla domanda sul perché l’ex assessore Girlando ha fatto pressione nei suoi confronti per “ammorbidire” l’azione di Messina in Consiglio comunale, Chirieleison risponde: “Eravamo compagni di classe, si sapeva del nostro rapporto. Qualcuno pensando che la nostra amicizia poteva tornare utile ha avuto questa felice idea. Tuttavia, io e Manlio non abbiamo mai mischiato l’amicizia con il lavoro. Pensi che lui  è venuto a conoscenza di questa situazione non molto tempo prima rispetto a quando esplode il caso. Considerate anche che fino a un anno e mezzo prima, Messina non sapeva chi fossi lavorativamente parlando. Non perché ci eravamo persi di vista, ma per la ragione che quando ci incontravamo parlavamo di tutto tranne che di questioni di lavoro”.

 

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