“Appelli” a vuoto: Forza Italia candida Pellegrino

La discesa in campo del consigliere comunale catanese era stata messa in forse per le polemiche scoppiate dopo il caso sollevato da Tribù. Alla fine il candidato non è stato escluso dalle liste

CATANIA – La sua candidatura da giorni era in bilico. Ma alla fine il nome di Riccardo Angelo Pellegrino detto Riccardo compare tra i 13 aspiranti deputati regionali della lista di Forza Italia, depositata poco prima delle 15.30 nella cancelleria del Tribunale di Catania.

La discesa in campo del consigliere comunale era stata messa in forse per le polemiche scoppiate dopo il caso sollevato da Tribù. Nel 2016, il nome di Pellegrino compare infatti nella relazione della Commissione regionale Antimafia guidata da Nello Musumeci, sulle presunte infiltrazioni mafiose al Comune di Catania.  L’organismo mise nero su bianco le vicende familiari del consigliere – il fratello Gaetano è imputato per mafia – e come lo stesso godesse di “una concentrazione di voti nella zona di San Cristoforo […] una delle aree di influenza della famiglia Mazzei”.

Sulla scorta della relazione, la Procura aveva aperto un’inchiesta per voto di scambio a carico del consigliere. La cui posizione è stata archiviata nel luglio scorso. 

Incurante delle polemiche, Pellegrino ha proseguito la sua campagna elettorale, inaugurando anche una serie di comitati elettorali, non mancando di replicare a muso duro allo stesso candidato alla presidenza del Centrodestra che chiedeva a Forza Italia di non candidare il giovane consigliere comunale.

“Le forze politiche della mia coalizione, nella scelta dei candidati – affermava Musumeci al Fatto Quotidianosono chiamate a osservare rigorosamente l’apposito protocollo della commissione parlamentare nazionale antimafia. In aggiunta, chiederò formalmente l’esclusione dalle liste dei familiari di soggetti che, per ragioni etiche, dovessero rivelarsi incompatibili. Alla luce di queste considerazioni so già che Forza Italia non proporrà la candidatura del Pellegrino”.

“Il presidente ha messo un veto alla mia candidatura. Perché ho preso 700 voti a San Cristoforo nel 2013. Ma nel 2012 Nello Musumeci scese a San Cristoforo e prese 700 voti. Se sono mafioso io lo è anche lui. L’avvocato Stancanelli nel 2013 scese in piazza con me per la campagna elettorale. Allora andavo bene e oggi no?”, la replica di Pellegrino alle parole del candidato governatore.

Che anche nei giorni seguenti al botta e risposta a distanza, ha ribadito più volte la richiesta di liste pulite, appellandosi ai partiti per evitare la presentazione di candidati discussi o incompatibili con il protocollo  dell’Antimafia nazionale. Appelli però caduti nel vuoto. Riccardo Angelo Pellegrino detto Riccardo è in corsa per un seggio all’Ars, portando in dote alla colazione di centrodestra il suo pacchetto di voti. Gli stessi su cui Musumeci, nel 2015, puntava i riflettori. 

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