Diritti, politica e sport: le (ex) Iene non mollano Palermo

Le cronache degli ultimi mesi hanno registrato il protagonismo di ben tre ex membri della trasmissione di Italia Uno nel capoluogo siciliano

Iene

PALERMO – Lo stile è quello che abbiamo imparato a conoscere, apprezzandolo, nel corso di decine di stagioni televisive. Incalzanti, dissacranti, provocatorie, Le Iene hanno costruito nel corso degli anni un modello di tv-verità a metà tra il giornalismo di inchiesta e l’intrattenimento. Il giusto mix per far breccia nel cuore del popolo italiano: argomenti seri – serissimi, talvolta – intervallati da episodi leggeri e divertenti e da una conduzione un po’ dadaista.

Un successo, dunque, quello de Le Iene. Che non termina dentro i confini del piccolo schermo, ma si allarga alla società intera, facendo dei dinamici inviati dei veri e propri eroi popolari, riparatori di ingiustizie e procacciatori di verità. E tali restano anche dopo la fine della collaborazione con il programma. Lo sa bene la città di Palermo, le cui cronache degli ultimi mesi hanno registrato il protagonismo di ben tre ex membri della trasmissione di Italia Uno, nell’agone politico, sportivo, sociale.

IL CASO LA VARDERA – Il caso più recente è quello di Ismaele La Vardera, ex inviato del programma in corsa per la carica di primo cittadino alle Amministrative palermitane di domenica scorsa. L’esito delle elezioni è noto: il fatto clamoroso, emerso qualche giorno fa in seguito a un tafferuglio tra La Vardera e un suo candidato al Consiglio Comunale, è che il giovane giornalista abbia documentato puntualmente tutta la campagna elettorale allo scopo di realizzare un documentario del voto.

Un progetto certo interessante, per il quale Ismaele si è avvalso di alcuni collaboratori d’eccezione, tra cui – vedi un po’ – l’autore de Le Iene Davide Parenti. Che la candidatura di La Vardera avesse un che di cinematografico, del resto, lo annunciavano gli stessi manifesti elettorali. Stile da kolossal hollywoodiano, protagonista in primo piano e tanto di data di lancio: “Dal 12 giugno”. Il giorno successivo alle elezioni che hanno invece incoronato Orlando. Poco male, a La Vardera resterà la soddisfazione di aver vissuto in diretta e documentato la lotta per il potere di una grande città italiana.

Ma c’è già chi valuta azioni giudiziarie per accertare che il comportamento del giovane non abbia infranto nessuna legge (ci penserebbero quelli di Fratelli d’Italia, con la solidarietà di Salvini, arrabbiati per essere stati presi in giro); lui ribadisce di aver corso con l’intenzione di vincere e di volere adesso mostrare i filmati della campagna (per cui avrebbe chiesto le liberatoria anche a Cuffaro e Micciché, presenti nel materiale girato), per massima trasparenza ed anzi riconoscenza per “la meravigliosa esperienza vissuta in questi mesi”. Vedremo come si evolverà la vicenda. Ma c’è da credere che il documentario andrà a ruba.

IL CASO BACCAGLINI – La Vardera, lo dicevamo, è solo l’ultimo caso di ex Iena interessata a Palermo. Nei mesi scorsi aveva attirato l’attenzione del pubblico il nuovo presidente del Palermo Calcio Paul Baccaglini, imprenditore americano naturalizzato italiano noto per essere passato dalla scuderia della trasmissione di Italia Uno. Del personaggio, istrionico e pieno di tatuaggi, si è scritto tutto e il contrario di tutto sulla stampa locale e nazionale. L’acquisto di una squadra come il Palermo, va da sé, non è una sciocchezza. E sono in tanti a chiedersi se Baccaglini – che del club sarà anche presidente – disponga di fondi sufficienti per rilanciare la società.

L’eccentrico imprenditore, che dopo la televisione avrebbe fatto il grano con i fondi d’investimento e l’alta finanza, sarebbe a capo della società britannica YW & F Global Limited, che dovrebbe concludere entro l’anno l’acquisizione del 100% del club dal vecchio proprietario Maurizio Zamparini. Un cambio della guardia a lungo atteso – la squadra è appena retrocessa in Serie B e i tifosi si aspettano un rilancio immediato – su cui il caso La Vardera ha inevitabilmente lanciato un’ombra. E se anche per la il Palermo Calcio si fosse davanti ad un gigantesco bluff a scopo documentaristico? Il fatto che vi siano parecchio soldi di mezzo autorizzerebbe a pensare di no. Ma mai dire mai.

IL CASO PIF – L’ultimo ex de Le Iene impegnato sulla scena pubblica palermitana nelle ultime settimane è l’attore-autore Pif, nome d’arte di Pierfrancesco Diliberto, che al capoluogo siciliano ha dedicato parecchie attenzioni sopratutto in merito al caso dei disabili. L’artista ha preso a cuore la battaglia per il riconoscimento dei diritti dei portatori di handicap, guidando personalmente la protesta di fronte al Presidente della Regione Rosario Crocetta. Le urla dell’attore contro il Governatore qualche risultato sembrano averlo ottenuto, e in questo caso nessuno ha pensato a secondi fini.

E giustamente, essendo l’impegno per i disabili cosa nobile e troppo spesso strumentalizzata. Come anche la lotta alla mafia, affrontata da Pig in spettacoli, film e trasmissioni televisive, l’ultima volta in occasione della serata RAI dedicata a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, co-condotta in diretta da Palermo con Fabio Fazio. Premessa la buona fede delle sue iniziative, lo stile tagliente adottato da Pif porta il segno inequivocabile della trasmissione di Italia Uno.

Politica, pallone, impegno civico. Tutti campi nei quali impegnarsi è meritorio, seppur in modo diverso. Purché, come certo è per le ex Iene, non vi siano secondi fini.

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