Da “impresentabile” a Presidente di Commissione: così la Sicilia sta diventando bellissima

Riccardo Savona, deputato di Forza Italia, ha ottenuto la presidenza della Commissione più importante dell’ARS. Ecco chi è 

PALERMO – Alla fine il derby interno alla maggioranza per la presidenza della Commissione Bilancio l’ha vinto lui. Riccardo Savona, 65 anni, deputato regionale da cinque legislature, eletto l’ultima volta nelle fila di Forza Italia dopo una parabola politica che lo aveva portato dai Cristiano Democratici a Grande Sud passando per l’Udc, ha ottenuto la presidenza della Commissione più importante dell’ARS.

Un vecchio lupo della politica siciliana, Savona, già presidente della Commissione tra il 2008 e il 2012 durante il Governo Lombardo. Cambiano i governi, ma gli uomini-chiave rimangono gli stessi. Tanto più che il deputato ha riottenuto la poltrona a scapito di una fedelissima di Nello Musumeci, la coordinatrice di #DiventeràBellissima Giusy Savarino, andata all’Ambiente. A tenere i cordoni della borsa attraverso la Commissione Bilancio, insomma, sarà il partito di Micciché. Attraverso un deputato non nuovo alle cronache politiche e giudiziarie regionali. Anzi.

Dopo pochi giorni dal voto che lo ha riportato a Palazzo dei Normanni, Savona è stato indagato dalla Procura di Palermo per truffa e appropriazione indebita. Il neo-presidente della Commissione Bilancio è sotto inchiesta insieme alla moglie, Cristina Maria Bertazzo, per una una serie di compravendite immobiliari “fatte all’unico scopo di farsi consegnare somme di denaro in contanti”. A denunciare Savona oltre venti persone, tra Palermo e Termini Imerese, che chiedono indietro oltre mezzo milione di euro di “caparre” che la coppia si sarebbe fatta consegnare con la promessa di acquistare appartamenti a prezzi vantaggiosi. Promesse che gli investigatori ritengono farlocche. 

Ma non è la prima volta che il deputato regionale finisce nelle carte degli inquirenti. Savona risultava infatti citato nell’informativa della DIA di Trapani che portò al sequestro di un miliardo e mezzo di euro a Vito Nicastri, imprenditore “re dell’eolico” ritenuto prestanome del capo di Cosa Nostra Matteo Messina Denaro. Rapporti di affari, quelli tra Savona e Nicastri, che la DIA descriveva come “evidenti”. Per averli ricordati, l’allora presidente della Regione Rosario Crocetta era stato querelato dal deputato. I giudici avevano respinto l’accusa condannando Savona al pagamento delle spese legali.

Per questa vicenda, già prima dell’indagine dello scorso novembre, il deputato di Forza Italia era stato inserito nella lista degli “impresentabili” del centrodestra. Il che non gli aveva impedito di essere eletto con 6.554 voti lo scorso 5 novembre. E di essere” premiato” con la più importante commissione del Parlamento siciliano. Già alle prese in queste ore con l’approvazione del Bilancio Provvisorio, che dovrebbe consentire all regione di “respirare” per qualche mese in attesa di nuove decisioni sui conti. 

E’ legittimo chiedersi se sia questo il rinnovamento promesso ogni due per tre dal Presidente Musumeci, che a più riprese ha dichiarato di voler chiudere i conti con il passato per restituire “credibilità, dignità, decoro ed efficienza” alle Istituzioni siciliane. Difficile farlo con gli stessi protagonisti di quel passato che si dice di voler cancellare. Fuori dal palazzo sono sempre più a chiedersi quando – e sopratutto come – questa terrà diventerà bellissima.

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