Priolo, inchiesta su appalti pilotati al Comune: l’ex sindaco Rizza nega tutto davanti al Gip

L’interrogatorio è durato solo 10 minuti. Dopo aver rilasciato una dichiarazione spontanea per negare ogni addebito tornato ai domiciliari

SIRACUSA – Un interrogatorio breve, durato solo 10 minuti, ovvero il tempo necessario per rilasciare una dichiarazione spontanea per negare ogni addebito, fornendo la sua verità. L’ex sindaco di Priolo Gargallo Antonello Rizza, arrestato sabato scorso dalla polizia nell’ambito di un’inchiesta su un presunto giro di appalti pilotati al Comune, si è presentato stamane davanti al Gip di Siracusa, Giuseppe Tripi, accompagnato dei suoi legali Tommaso Tamburino e Domenico Mignosa.

Al termine dell’interrogatorio, l’ex primo cittadino, che è candidato all’Ars con Forza Italia, è tornato agli arresti domiciliari. “Rizza – ha detto l’avvocato Tamburino – ha fornito tutte le spiegazioni del procedimento che lo vede coinvolto. Ha spiegato la sua estraneità ai fatti. Abbiamo depositato una istanza di scarcerazione perché a nostro avviso mancano i requisiti della custodia cautelare visto che Rizza non ricopre più la carica di sindaco. Sulla corsa alle elezioni sarà una valutazione che farà Rizza: quando sarà libero potrà decidere se proseguire la campagna elettorale”.

In merito all’inchiesta Tamburino ha sottolineato: “L’ipotesi accusatoria si fonda essenzialmente sulle intercettazioni e Rizza ha accennato come i soggetti che parlano in queste intercettazioni sono persone a lui legate da motivi di inimicizia. Quando ci sarà il processo dovremo capire se queste persone che parlano raccontano fatti veri o stanno recitando”.

L’operazione “Res Publica” ha portato sabato scorso all’arresto di Rizza, di due dipendenti comunali e di un imprenditore, accusati di truffa e turbativa d’asta. L’ormai ex sindaco di Priolo figura nella lista dei cosiddetti ‘impresentabili’, per la sua decisione di candidarsi all’Ars nonostante fosse gravato di quattro processi in corso e ventidue capi di imputazioni.

Nell’inchiesta della Procura di Siracusa sono indagate complessivamente 18 persone, accusate a vario titolo di aver partecipato al “consolidato sistema di illegalità diffuso all’interno e all’esterno dell’amministrazione comunale priolese”.

Tra di esse figura anche un altro candidato alle Regionali, ancora nella coalizione di centrodestra che sostiene Nello Musumeci a Palazzo d’OrleansEugenio Maione, ex assessore ai Lavori pubblici a Priolo, in corsa nella lista “Popolari e autonomisti-Idea Sicilia”.

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