Setta degli orrori, Fassiolo lascia: la lettera di dimissioni

La donna era stata intercettata al telefono con una delle “apostole” arrestate. Sabato le dimissioni rassegnate con una lettera che Tribù pubblica in esclusiva

assessore

MOTTA SANT’ANASTASIA (CATANIA) – Arrivano le dimissioni dell’Assessore alla Famiglia del Comune di Motta Sant’Anastasia Candida Fassiolo, finita nei giorni scorsi al centro delle cronache dopo la pubblicazione di alcune intercettazioni nell’ambito dell’inchiesta “12 apostoli”, che ha scoperchiato un giro di presunti abusi sessuali nella congregazione religiosa “Associazione Cattolica Cultura e Ambiente” (“ACCA”) di Aci Bonaccorsi.

La voce della Fassiolo – vicepresidente dell’associazione, allo stato non indagata – era stata captata mentre parlava al telefono con Fabiola Raciti, una delle “apostole” arrestate con l’accusa di avere procacciato le vittime al sedicente “arcangelo” Pietro Capuana”. Conversazioni nelle quali la Fassiolo si sarebbe mostrata preoccupata per le conseguenze di un’eventuale azione penale sulla Comunità. Da più parti nei giorni scorsi era arrivata la richiesta di dimissioni per l’amministratrice, che parlando alla testata Meridionews aveva negato ogni coinvolgimento.

“I recenti fatti di cronaca, la loro estrema risonanza in ambito locale e nazionale, l’estrema gravità delle accuse mosse e da ultimo l’accostamento del mio nome all’interno della vicenda mi inducono a fare un passo indietro – scrive la Fassiolo nella lettera di dimissioni – il mio primario interesse in questo momento è quello di tutelare la mia persona. In questa fase voglio ricordare che non ho ricevuto alcuna comunicazione di atti e/o indagini riguardanti la mia persona da parte delle Autorità Giudiziarie competenti”.

“Accettai l’incarico da Lei affidatomi, motivata dalla rispetto e dalla stima, oltre all’amicizia che ci legano, a prescindere dalle reciproche posizioni politiche”, prosegue l’ormai ex assessore rivolgendosi al sindaco Anastasio Carrà. Come raccontato nei giorni scorsi da Tribù, infatti, la Fassiolo era stata eletta consigliere comunale nelle fila dell’opposizione, con 225 voti nella lista “Motta nel cuore” per Daniele Capuana sindaco, figlio del “guru” Pietro Alfio, presunto orco dell’associazione “ACCA”. Ma la Fassiolo era parte integrare dell’intreccio politico germogliato intorno alla ricca e popolosa realtà della Congregazione bonaccorsese.

La donna risulta aver lavorato all’Assessorato regionale al Turismo ai tempi di Mimmo Rotella – marito di un’altra delle “apostole” arrestate, Rosaria Giffrida – e poi con l’Assessorato provinciale allo Sport proprio con Daniele Capuana. Successivamente era tornata nello staff di Rotella, nel frattempo divenuto Assessore alle Attività produttive al Comune di Catania. Ultimo incarico quello all’Assessorato provinciale al Territorio e Ambiente con Viviana Pardo, a sua volta membro dell’associazione “ACCA” al centro della bufera giudiziaria.

L’ultima esperienza politica come consigliere comunale e poi assessore a Zafferana Etnea, conclusasi oggi con le dimissioni dalla Giunta. “Non mi soffermo ulteriormente sul mio presunto coinvolgimento nella vicenda – conclude la Fassiolo – se quanti accaduto può essere stato motivo di pensieri e giudizi negativi nei confronti dell’Amministrazione Comunale, non ne ravviso il motivo ed in ogni caso la mia decisione dovrebbe servire anche a tacitare eventuali alcune ingiustificate polemiche”.

LA NOTA DEL SINDACO – Dimissioni subito accettate dal Sindaco di Motta Anastasio Carrà: “I recenti fatti di cronaca, di estrema gravità per la tipologia delle accuse mosse agli interessati, impongono una precisa presa di posizione da parte dell’intera comunità Mottese e da chi la rappresenta istituzionalmente – scrive in una nota il primo cittadino – Prendo le dovute distanze dai fatti emersi dalle indagini giudiziarie e da tutti i soggetti coinvolti direttamente nella vicenda in questione. Da Uomo di Giustizia ho piena fiducia nella Magistratura e nella Legge, auspico che al più presto venga fatta chiarezza e giustizia”.

“Il mio primo pensiero và alle vittime innocenti di tali abominevoli reati ed alle loro famiglie – prosegue Carrà – alle quali esprimo sentimenti di completa solidarietà. La vicenda ha certamente intaccato e scosso l’intera cittadinanza, che però, mi sento di affermare con certezza, non risulta abbia svolto ruoli attivi o sia coinvolta in indagini e/o provvedimenti. Motta continua ad essere un paese sano e non saranno certo questi “corpi estranei” ad intaccarne la dignità. Il clamore suscitato dalla gravissima vicenda emersa ed alcune incaute considerazioni affiorate nei commenti ufficiali imporrebbero risposte e valutazioni di diversa natura”.

Ritengo superfluo ricordare che, un eventuale condizionamento politico e/o elettorale, certamente non era schierato dalla parte del sottoscritto o della coalizione che mi ha sostenuto – precisa il sindaco mottese – Se fosse vero un condizionamento elettorale,altri soggetti dovrebbero farsi molte domande e non il sottoscritto. Se fosse vero che queste vicende abbracciano un arco temporale di oltre 30 anni, chi ne fosse a conoscenza ha il dovere di parlare, da parte mia posso affermare con certezza che per circa 20 anni sono stato forzatamente assente da Motta per motivi di lavoro”.


DIMISSIONI FASSIOLO

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