Intervista a Messina: “Enzo Bianco si è sempre disinteressato della vicenda Pubbliservizi”

Dalle sue denunce, alle indagini della Procura di Catania, alle dimissioni

 

CATANIA – “Non ho mai parlato con il sindaco della città metropolitana, Enzo Bianco si è sempre estraniato dalla vicenda. Come se il socio proprietario della Pubbliservizi non fosse lui”.

Dopo aver appreso della lettera di dimissioni da presidente della Pubbliservizi spa, abbiamo raggiunto telefonicamente Adolfo Messina. Ed è con queste parole che Messina ci spiega il rapporto conflittuale con la Città Metropolitana di Catania, l’ente che detiene il 99,50% delle quote societarie di Pubbliservizi.

Negli ultimi mesi Messina è stato protagonista di un tam tam mediatico, legato all’inchiesta aperta dalla magistratura proprio a seguito delle sue denunce in merito alla gestione clientelare dell’azienda da parte di chi lo ha preceduto.

A condurre le indagini – del cui inizio si è appreso il 29 settembre scorso – sono il procuratore aggiunto Michelangelo Patanè e il sostituto procuratore Fabio Regolo: il sospetto è che tra le stanze della Pubbliservizi siano avvenuti i reati di abuso d’ufficio e di delitti contro la pubblica amministrazione.

Dieci le persone iscritte nel registro degli indagati:  l’ex presidente Giovanni Vittorio Lo Presti, il direttore amministrativo Francesco Ritrovato (nel frattempo sollevato dall’incarico), il direttore tecnico Salvatore Branchina e poi Vito Rovito, Mario Marletta, Luigi Platania, Massimo Vilona, Corrado Finocchiaro, Alfio Villano e Pietro Stracquadaini (quest’ultimo licenziato). I reati ipotizzati, a vario titolo, sono peculato e abuso d’ufficio in concorso.

Al centro della bufera che ha investito la Pubbliservizi, ci sarebbero flussi finanziari non tracciabili e l’omesso controllo di chi aveva il compito di tenere tutto in regola.

Le denunce avevano aperto un iter anche burocratico negli uffici dell’ex Provincia: “L’annullamento delle delibere riferite alle fatture false erano state stabiliti di concerto con i dirigenti della Città Metropolitana di Catania” ci raacconta Messina. “Poi quando la governance è cambiata hanno deciso di agire diversamente”.

Fino all’ultimo atto contestato da Messina e cioè la mancata approvazione del bilancio di Pubbliservizi.

“Visto il dissidio con la proprietà ho ritenuto doveroso rassegnare le mie dimissioni” ci dice risoluto.

Cosa ne sarà della Pubbliservizi? “Se il problema era politico spero di averlo risolto” dichiara ancora Adolfo Messina ai nostri microfoni.

“Spero – conclude – che la mia fuoriuscita riporti l’armonia e che si salvaguardino i 400 posti di lavoro”.

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