Giovanni La Via: “Inutile nascondere la polvere sotto al tappeto”

Intervista all’eurodeputato PPE su ambiente e salute pubblica. Come recepisce le direttive la Regione Siciliana?

giovanni la via

CATANIA – “Nascondiamo la polvere sotto al tappeto”. È così che la Regione siciliana affronta il problema della raccolta dei rifiuti secondo l’euro deputato Giovanni La Via.

Eletto al parlamento europeo per la prima volta nel 2009, Giovanni La Via due anni fa è stato rieletto a Strasburgo ed ha avuto affidata la presidenza della commissione per l’Ambiente, la Sanità pubblica e la Sicurezza alimentare, la più numerosa e fra le più importanti dell’Europarlamento per quanto riguarda la produzione legislativa.
Nella classifica stilata da VoteWatch Europe – un’organizzazione indipendente che ha sede a Bruxelles – La Via è al quarto posto tra i politici europei più influenti dopo il presidente del Parlamento europeo Martin Schulz, il capogruppo del Ppe a Strasburgo Manfred Weber e il capogruppo dei Socialisti e Democratici Gianni Pittella.

La Via i problemi che riguardano l’ambiente e la salute pubblica li conosce molto bene. Cosa che invece non si può dire della Sicilia e dei suoi governatori che sembrano continuare a fare orecchie da mercante.

“Perché mettere i rifiuti in discarica è come metterli sotto al tappeto”, prosegue La Via. “Li sotterriamo e non li vediamo più? Non è così”. Sui rifiuti, sulle emissioni di CO2 e sulla qualità dell’aria l’Europa l’Italia e la Sicilia fanno fatica a mettere in pratica le direttive europee.

Entro il 2030, ad esempio, dovremmo essere in grado di differenziare il 90% della spazzatura che produciamo. “L’Europa ci impone degli obiettivi – continua La Via – e ci dà anche i mezzi per raggiungerli, ma noi questi finanziamenti non siamo in grado di farli fruttare“.

In Europa chi inquina paga. “È il principio dell’inquinatore-pagatore” ci spiega La Via. “Che poi è quello che porta alle sanzioni, quello che ci costa ogni anno la riduzione dei trasferimenti. Ma né il governo regionale né quello nazionale sembrano aver recepito il messaggio”.

“Occorre un cambio di rotta”. È un refrain già sentito, ma purtroppo sempre attuale. Anche Michela Giuffrida e Salvo Pogliese nelle loro interviste ce lo avevano spiegato: la Sicilia, vista dall’Europa è anche peggio di quella che vediamo da qui.

“Il governo di Rosario Crocetta ci lascia una Sicilia peggiore di quella che aveva trovato nel 2012”. Due esempi? “Infrastrutture e riforma delle province mai portata a termine”.

Chi potrebbe essere in grado di guidare la Regione con successo? Le elezioni si avvicinano e parlarne è inevitabile.

“Non credo sia possibile parlare di nomi”, ci risponde Giovanni La Via. “Occorre partire da un progetto. Dobbiamo capire cosa vogliamo fare di questa terra e portare avanti un’idea. Ma in questo momento non vedo un progetto di Sicilia convincente“.

 

 

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