La “bellezza trasfigurata” di Villa Bellini a sei anni dalla riqualificazione milionaria

Alfio Lisi, potravoce di Free Green Sicilia-Sos Beni Culturali: “Stato pietoso”

CATANIA  – Alla fine dell’Ottocento, era considerato uno tra i più belli giardini d’Europa. Adesso, “si trova in uno stato pietoso”.

Alfio Lisi, potravoce di Free Green Sicilia-Sos Beni Culturali, torna sul tema a 6 anni dalla riqualificazione milionaria della storica Villa Bellini. L’inciviltà la regna sovrana, come d’altronde avviene in molti siti della città, condizione che influenza irrimediabilmente il turismo catanese.

Molti dei lavori di riqualificazione – scrive Lisi – che, secondo le nostre conoscenze, dovevano essere realizzati non sono stati portati a termine ad iniziare dal Labirinto ipogeo e dalla Casina del Principe Biscari, abbandonati a sè stessi e trasformati dall’incuria e dal tempo in veri e propri ruderi inaccessibili. La stessa cosa vale per i mosaici zodiacali, ridotti ai minimi termini,  che dallo spiazzo centrale portano alla collina nord, dove giacciono i ruderi della Casina Cinese incendiata dolosamente i cui colpevoli, secondo nostre informazioni, non sarebbero stati mai rintracciati”.

Un’altra oscenità della riqualificazione – continua Lisi – è la scomparsa della peculiare arte topiaria (ovvero scritte e disegni realizzati ad arte con piantine diverse e colorate) che si trovano in particolare nelle fiancate della collina sud e in particolare in quella a nord”.

“Ma lo scempio per eccellenza”, secondo l’associazione, “è il cratere che ha trasfigurato la collina sud trasformandola, com’era prevedibile, in un contenitore di rifiuti e di scritte con bombolette ma, come se non bastasse ciò, l’interno del sottopassaggio di cemento, vero oltraggio al Giardino ottocentesco, è stato trasformato di fatto in un cesso pubblico dove la gente schifata è costretta a scappare in fretta dal luogo”.

Un elenco impietoso testimoniato dalle immagini.

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