“La Festa di Sant’Agata va sospesa”

Serve un anno di catarsi religiosa e civile per recuperare i veri ideali della Festa

festività agatine

 

CATANIA – “La festa di Sant’Agata va sospesa”. È un opinione dura, durissima, quella dell’avvocato Antonio Fiumefreddo. Ma in città è largamente condivisa tra chi resta deluso, anno dopo anno, per lo sfregio alla sacralità e alla legalità che il triduo, così com’è, rappresenta.

Le festività agatine si sono appena concluse e Tribù ha voluto raccontarle ai suoi lettori esaltando gli aspetti migliori nel segno del “sacro e profano”: vi abbiamo parlato dei sapori tradizionali, del folclore, dei momenti più emozionanti e di quelli più divertenti.

Tuttavia, alla fine di questo percorso, concluso stamattina con il rientro del fercolo in Cattedrale, è impossibile non rilevare che i tentativi di migliorare questa festa sono miseramente falliti.

“Bisogna avere il coraggio – dice l’avvocato Fiumefreddo – di sospendere le festività agatine per un anno. La Santa patrona merita sacralità. È inaccettabile che per tre giorni la città si trasformi in una fiera, altro che lotta agli abusivi! Le arterie principali di Catania diventano un enorme ‘arrusti e mangia’ come se si consacrasse la carne di cavallo e non Sant’Agata”.

“La Chiesa deve farlo per salvare la fede e il sindaco per tutelare la legalità. Nonostante ci siano tantissimi devoti onesti e credenti,  avvicinandosi al fercolo, aumentano le facce di pregiudicati che vestono il sacco. Stride, dunque, sentir dire all’Arcivescovo Gristina che i catanesi debba essere ‘liberi e onesti’ in questi giorni in cui la parte peggiore della città dice prepotentemente: ‘Abbiamo vinto noi, siamo noi Catania’”.

Abusivi ovunque, ceri enormi nonostante l’ordinanza del sindaco, inciviltà e totale delle regole.

Un potere arrogante – continua Fiumefreddo – che abusa del sacco bianco che andrebbe vestito invece come un abito di fede. Dunque, una sospensione non per infierire sul folclore ma per recuperare la sacralità del momento. Questi tre giorni non possono diventare la consacrazione della Catania che non vogliamo: la Catania della mafia. Dobbiamo riflettere profondamente”.

“Caro sindaco, caro Arcivescovo, cari catanesi liberi e onesti, questa festa va sospesa per un anno come penitenza. Occorrerà poi arrivare alla resa dei conti vera con quella parte di città che è ben lontana dalla fede. Lo chiede Agata ma soprattutto lo chiedono tutti i cittadini onesti e liberi”.

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  • ….perxhe non sospendiamo per un anno qnche politica magistratura avvocati….magari servirà ad avere meno coglioni e più gente che lavora per la comunità…. Ma si preoccupi di fare ciò che sa (se lo sa) …..

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