La politica asservita agli interessi mafiosi: le carte dell’operazione Piramidi

“Contatti con tutti”, “con tutto l’universo mondo politico”: la mafia, i colletti bianchi e l’imprenditoria malata

Piramidi

“Questi, per i 50 milioni di euro persi, sono capaci di rovinarti la vita a tradimento perché hanno contatti con tutti”.

È uno stralcio delle intercettazioni dell’operazione “Piramidi” che lo scorso 15 marzo ha portato all’arresto di 14 persone tra uomini di Cosa Nostra, imprenditori e funzionari pubblici.

A parlare è Marco Lupo rivolgendosi al collega Antonio Patella. I due sono i funzionari che si rifiuteranno di firmare il decreto AIA alla CISMA, tentando di impedire l’ampliamento della discarica gestita dalla ditta di Nino e Carmelo Paratore. Dalle intercettazioni, emerge che i funzionari Lupo e Patella subivano pressioni di ogni tipo.

Mafia, colletti bianchi e imprenditoria malata. Lupo e Patella sono consapevoli contro chi si stanno mettendo: conoscono la caratura criminale dei Paratore e anche gli agganci che questi ultimi hanno con il mondo della politica.

“Questi di CISMA ‘sono pericolosi’ – dice ancora Lupo – Devi considerare che questi avevano in tasca un’autorizzazione da 30 milioni di euro. Capisci? Ed io gli ho detto che la VIA non c’è! Capito, quindi sono incazzati fortemente […] Mi hanno fatto arrivare messaggi da tutto l’universo mondo politico… non ti dico i nomi ma comunque […] io gli ho dato il diniego del provvedimento. Bastava che io firmavo”.

“Contatti con tutti”. Con “tutto l’universo mondo politico”. Una politica asservita al sistema mafioso e agli interessi privati.

La fonte riservata dalla quale Paratore viene a conoscenza del fatto che a negare l’AIA era stato Antonio Patella, ad esempio, è Parlavecchio Mario, funzionario regionale e deputato regionale dal 2001 al 2002, già assessore regionale al Territorio e Ambiente, ai lavori Pubblici e componente della Commissione Ambiente.

“Lupo – si legge ancora nell’ordinanza – evidenzia a Patella che loro si muovono in un settore molto pericoloso” e che “con il mancato rilascio dell’ampliamento loro (i Paratore ndr) stanno perdendo 50 milioni di euro pertanto loro foraggiano chiunque e ti fanno arrivare problemi”.
E a proposito dell’inchiesta aperta dal Tribunale di Siracusa e che Patella pensa sia iniziata su denuncia degli stessi Nino e Carmelo Paratore per “punirli” del diniego, Lupo risponde che “hanno fatto male e che lo devono chiamare soltanto in Tribunale perché li fa stare nuovi a loro e a chi hanno mandato, ovvero tutto il Parlamento, e lui se li ricorda tutti”.

“Lupo – scrivono ancora gli inquirenti – continuava a lamentare minacce e interferenze dei politici nazionali per la pratica Cisma”.

Ricevendo il no di Lupo e Patella, i Paratore decidono quindi di ricorrere alla giustizia amministrativa e contemporaneamente si rivolgono ad un altro funzionario pubblico affinché risolva la questione.

Quello che gli inquirenti chiamano “il facilitatore” è Mario Corradino. Il funzionario dell’Assessorato Infrastrutture e Mobilità della Regione Siciliana  “sfruttando le proprie relazioni esistenti con i pubblici ufficiali e gli incaricati di servizio tra i quali Patella Antonio, Puccio Salvo, Armenio Domenico e funzionari del Ministero dell’Ambiente, indebitamente si faceva dare e promettere da Paratore Carmelo quale gestore di fatto della Cisma Ambiente SPA, consistenti somme di denaro in contanti per migliaia di euro come presso della propria mediazione illecita verso i predetti funzionari ovvero per remunerare, in relazione al compimento di un atto contrario ai loro doveri d’ufficio e in particolare per l’accoglimento della richiesta di ampliamento del sito di discarica della CISMA di contrada Bagali a Melilli”.

Ed è cosi che nelle carte dell’operazione si leggono anche i nomi del deputato Pippo Gianni, incontrato da Mario Corradino nei pressi di Lentini il 15 maggio 2014. Ma anche di Saverio Romano, deputato ed ex Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali.

È grazie a Saverio Romano che Corradino riesce ad avere un appuntamento con il ministro Galletti per il settembre 2014.
L’incontro del Corradino a Roma con il deputato palermitano viene osservato dagli inquirenti che fotografano come i due si rechino al Ministero dell’Ambiente a Largo Goldoni da dove escono dopo circa un’ora.

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