La poltrona scomoda della vecchia Amt: Salvatore Andò nuovo liquidatore

Succede a Roberto Giordano, dimessosi una settimana fa

CATANIA – Il sindaco di Catania Enzo Bianco ha nominato presidente della Commissione amministratrice dell’Azienda Municipale Trasporti Salvatore Andò con il compito di svolgere l’attività di commissario liquidatore e rappresentare l’Azienda.

Andò prende il posto alla guida della cosiddetta “bad company” dell’Amt di Roberto Giordano, nominato il 3 febbraio del 2016 e dimessosi una settimana fa. Andò, 52 anni, avvocato, esperto di finanza, è stato componente del cda di Pubbliservizi e consigliere comunale negli anni ’90 a Catania, eletto in una lista a sostegno di Bianco.

Avrà il compito di dare corso a tutti gli atti necessari alla liquidazione dell’Azienda.

Andò è il terzo commissario nominato dal sindaco Bianco. Alla luce di questo dato appare evidente come la poltrona di commissario liquidatore della vecchia Amt sia senza dubbio scomoda. Il primo a occuparla fu Giovanni Idonea, che rimase in carica dall’8 novembre 2103 al 25 gennaio dello scorso anno. Una rimozione non indolore, condita da strascichi polemici, considerato che Idonea era considerato una delle espressioni di punta dell’entourouge di Bianco. A raccoglierne il testimone fu proprio Giordano. Ora la palla passa ad Andò che ovviamente è atteso da un compito non indifferente.

La scorsa estate la bad company è stata al centro di furibonde polemiche dopo che il consigliere Manlio Messina (Fratelli d’Italia)  aveva sollevato il caso di fondi dell’Amt in liquidazione trasferiti, a suo dire, con due bonifici, per un totale di 42 milioni di euro, alla tesoreria comunale per spese correnti ipotizzando reati come distrazione di fondi pubblici, peculato, abuso d’ufficio e falso ideologico.

Ipotesi di reato rispedite al mittente dal ragioniere Generale Massimo Rosso e dal commissario liquidatore dell’epoca Giordano, che avevano giustificato il trasferimento dei fondi con l’avvenuta chiusura della liquidazione. “Liquidazione mai avvenuta” avevano poi smentito i revisori dei conti dell’azienda.

 

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