Dopo la svolta della Procura ora spetta ai catanesi reagire

La Procura di Zuccaro svela una città in macerie

ong

Negli ultimi giorni, le ripetute operazioni della Procura etnea oltre a confermare la straordinaria importanza di una svolta che segna un rigore senza precedenti per la mafia militare come anche per i colletti bianchi, interpella però la città su quale sia la capacità di risposta delle altre istituzioni e dei cittadini.

Non ci sono, infatti, più alibi. La Procura guidata da Zuccaro non fa sconti a nessuno, tutti finalmente anche a Catania sono , anzi siamo, uguali davanti alla legge, ma in che stato è la coscienza collettiva dei catanesi?

I fatti recenti ci dimostrano quello che abbiamo sempre denunciato, e cioè che c’è una città in cui neppure i pronto soccorso sono al sicuro, bensì in mano a pregiudicati, regolarmente impiegati addirittura al 118, in ui la banda delle rapine in villa poteva contare su una impiegata delle Poste, con le aste giudiziarie che te le aggiudichi se appartieni ad una qualche fratellanza, una città con una commissione tributaria presso la quale ricorsi impossibili possono superarsi perché c’è qualcuno disposto a farsi corrompere, con i poveri dializzati  oggetto di mercimonio, e potremmo continuare con un elenco purtroppo ancora lungo.

Una città, insomma, infetta, ad ogni livello, in tutta la gamma del colore dei suoi colletti!

Più tardi, il Procuratore Zuccaro spiegherà i dettagli della straordinaria operazione che ha assicurato alla giustizia il boss di Cosa Nostra Andrea Nizza, ma subito dopo spetterà alla città reagire, far sentire la propria voce, la voglia di riscatto, spetterà alle istituzioni dare segni concreti di svolta, di rinnovamento, di civiltà.

 

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