Palermo, l’accusa del candidato: “La Vardera sindaco? Tutto finto”

Secondo l’attore Benigno il candidato di FdI, Salvini e Centrodestra avrebbe corso una campagna “finta” per documentare dall’interno la lotta per il potere

La Vardera

PALERMO – Alla fine è accaduto anche questo. Le Amministrative più selvagge della storia – con sindaci “eterni” rieletti al primo turno e giovani in crisi d’identità, partiti annunciati vincitori scomparsi dai ballottaggi e candidati che al ballottaggio chiedono di non essere votati – hanno conosciuto anche la rissa tra candidati. E non la consueta rissa mediatico-televisiva, destinata ad arricchire gli annali del trash politico italiano: si è proprio venuti alle mani, e più strano ancora è che sia accaduto tra esponenti dello stesso schieramento. 

Protagonisti di questa pagina non proprio esaltante il candidato sindaco di Palermo Ismaele La Vardera – quarto classificato con il 2,59% dei voti, quasi settemila, alle spalle di Orlando, Ferrandelli e Forello – e il candidato al Consiglio Comunale nella lista “Il Centrodestra” Francesco Benigno. Due uomini di spettacolo, che anche in questa occasione non hanno mancato di darne: La Vardera è un’ex Iena mentre Benigno è noto per essere stato il protagonista del cult “Mary per sempre”.

Detto questo, i due hanno collaborato allo stesso progetto politico. Fino alla rissa scoppiata ieri sera, che avrebbe portato il candidato sindaco all’Ospedale “Villa Sofia” di Palermo. E che celerebbe un retroscena clamoroso sulle ragioni della corsa del ventiquattrenne a sindaco del capoluogo siciliano.

A ricostruire l’episodio è proprio Benigno, protagonista nelle scorse ore di un’acceso sfogo nei confronti degli elettori, definiti “Vergognose bestie” per non averlo votato relegandolo ben al di sotto della soglia necessaria per l’elezione. Un fatto che a Benigno non era andato proprio giù. Dopo essersi scagliato contro i pavidi elettori, l’attore si era recato alla sede del Centrodestra di Via Ausonia per incontrare i vertici del partito. Trovandoci anche La Vardera.

Con il quale la discussione sarebbe stata inizialmente tranquilla: “Lui era accompagnato da due operatori. Ad un tratto si è fatto serio e mi ha spiegato di essersi candidato per fare un documentario sulla politica palermitana – ha detto Benigno ai cronisti dopo la rissa – Mi ha detto di aver registrato tutti, Cuffaro, Micciché… ed anche su di me ha ricordato una dichiarazione sull’impegno in politica come mezzo di lavoro”.

Un fatto potenzialmente clamoroso, quello raccontato da Benigno: il candidato di Fratelli d’Italia, Noi con Salvini e del Centrodestra avrebbe corso una campagna “finta” per immortalare dall’interno i giochi del potere palermitano. Un’accusa tutta da provare, ma che secondo Benigno sarebbe all’origine della colluttazione: “Io avevo detto tutt’altro, sottolineando la necessità di far lavorare gli artisti – spiega l’attore – ma visto che la discussione si stava facendo seria ho chiesto di spegnere le telecamere”.

Un invito non recepito dai cameraman, secondo l’operatore: “Si è anche alzata la mia compagna, invitandoli ad uscire. L’hanno spinta, mandandola a sbattere contro una scrivania e provocandole un taglio alla gamba. A quel punto ho reagito strappandogli le telecamere. La Vardera non l’ho toccato, ha voluto mettere per forza il collare e andare in ospedale ma sta facendo solo la Iena”.

Da parte dell’ex inviato della trasmissione di Italia Uno nessuna replica, soltanto l’annuncio di lasciar parlare gli avvocati una volta dimesso dall’ospedale. Sul presunto “documentario” girato durante le elezioni, intanto, si apre la polemica.

“Era solo una finzione, ha mentito per tutto il tempo! – tuona su Facebook il coordinatore provinciale di Noi con Salvini Francesco Vozza, già in in freddo con il candidato sindaco del suo partito – Le Iene lo hanno pagato per mesi per prendere in giro gli elettori palermitani! Ha tradito la fiducia di Salvini, della Meloni e di tutti noi che ci abbiamo creduto! Caro Ismaele, mi fai soltanto vomitare”.

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