La violenza verso Marchionne è violenza verso il nostro prossimo…

Un uomo, un padre, un marito sta morendo. Ma la Rete, alias la Folla, si scatena feroce contro quella persona.

Molti non sanno forse neppure cosa abbia fatto un grande come Sergio Marchionne, ma intanto si uniscono alla folla e sbavano di sangue.

Una ragazza si suicida lanciandosi dal tetto dell’università il giorno in cui i suoi parenti si attendevano la laurea e giù gli insulti, l’istigazione a ripeterlo per quanti altri non l’abbiano ancora fatto.

Odio, rancore, veleno!

E l’odio per Marchionne, come quello insensato per la ragazza, è lo stesso che abbiamo per il nostro vicino, il medesimo che proviamo ogni qualvolta facciamo prevalere la maldicenza, parliamo male di qualcuno.

Infine, però attenti che diventa odio per noi stessi, se è vero com’è vero che il Male non ha alcun progetto, poichè dopo che avrà diviso tutto e tutti distruggerà anche se stesso.

La società che stiamo costruendo è fatta dunque per durare o per restarne vittime?

Dov’è finito il nostro prossimo?

Dove siamo finiti noi?

Perchè questo accanimento nel negare che gli altri possono essere o sono meglio di noi?

Perchè questa violenza nel giudicare l’altro?

Perché questo piacere diabolico nel fare del male, pensandolo, dicendolo, operandolo?

Molti ragazzi, non meno di tanti adulti, si perdono così, nel labirinto della maldicenza, smarrendo il filo della vita e rimanendo schiacciati dalla solitudine.

Dovremmo forse tutti fare ammenda, e cominciare a chiederci se nell’altro riusciamo a vedere il bene, ad operarlo, a dichiararlo.

 

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