Comunali, a Lampedusa flop Nicolini. Premi e ribalta non bastano

Il sindaco non è stato riconfermata alla guida del Comune al centro delle cronache sull’accoglienza dei migranti

Nicolini

LAMPEDUSA (AGRIGENTO) – Tra i nomi eccellenti di questa tornata amministrativa in Sicilia c’era anche il suo. Giusi Nicolini, dal 2012 sindaco di Lampedusa e Linosa, non sarà riconfermata alla guida del Comune spesso al centro delle cronache sull’accoglienza dei migranti.

Il primo cittadino uscente – eletto nel 2012 con una lista di ispirazione ambientalista – sarebbe soltanto terzo dietro i candidati Totò Martello e Filippo Mannino. Un risultato sorprendente, visto il protagonismo esercitato dalla “sindaca” negli ultimi mesi, quando il suo nome era circolato persino per una candidatura a Palazzo d’Orleans. Voci prontamente smentite dalla diretta interessata, che aveva assicurato di voler continuare il suo impegno per l’isola di Lampedusa e la difficile situazione vissuta giornalmente dai suoi abitanti. Ancora di recente la Nicolini aveva ricevuto il premio Houphouet-Boigny per la ricerca della pace promosso dall’Unesco. Il prestigioso riconoscimento era stato attribuito al sindaco e all’Ong francese SOS Mediterranee, per aver salvato la vita a numerosi rifugiati e migranti e averli accolti con dignità.

“Da quando è stata eletta sindaco nel 2012, Nicolini si è distinta per la sua grande umanità e il suo impegno costante nella gestione della crisi dei rifugiati e della loro integrazione dopo l’arrivo di migliaia di rifugiati sulle coste di Lampedusa e altrove in Italia”, si leggeva nelle motivazioni dell’onorificenza. Un impegno unanimemente riconosciuto, quello del sindaco di Lampedusa, che l’aveva portata anche ad essere “ambasciatrice” dell’Italia nel corso della cena di Stato offerta dal Presidente degli Stati Uniti Barcak Obama alla fine del 2016. Un’importante occasione istituzionale, quella accanto all’allora premier Matteo Renzi e altre personalità dell’arte, della scienza e dello sport italiani, che aveva portato molti ad immaginare sviluppi grandiosi per il “sindaco dell’accoglienza”.

Che aveva scelto di rimanere al suo posto, senza però trovare l’appoggio degli elettori. Che hanno preferito voltare pagina, forse per allontanare il ricordo di anni difficili. Nonostante le “vetrine” della stampa e dei media. 

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