Biancavilla, Le Iene: “Malati terminali uccisi in ambulanza con aria nelle vene”

Sul caso sollevato da un servizio della trasmissione di Italia 1, la Procura di Catania avrebbe aperto un’inchiesta

BIANCAVILLA (CATANIA) – “Praticamente la gente non moriva per mano di Dio. Siccome era in agonia e deve morire lo stesso, la facciamo morire prima sull’ambulanza, così che noi guadagniamo 300, anziché 50 o 20 euro”.

Inizia con questa testimonianza choc un servizio della trasmissione di Italia 1 Le Iene mandato in onda il 25 maggio scorso, che squarcia il velo su un caso  agghiacciante che sarebbe successo a Biancavilla, grosso  centro in provincia di Catania.

L’inchiesta di Roberta Rei, sulla base di testimonianze dirette, racconta di alcuni pazienti, in stato terminale e in uscita dall’ospedale “Maria Santissima Addolorata”, che sarebbero stati uccisi dentro le ambulanze che li trasportavano nelle rispettive residenze.

I carabinieri della Compagnia di Paternò avrebbero già sequestrato le cartelle cliniche dei pazienti deceduti in queste circostanze poco chiare e anche la Procura di Catania avrebbe aperto un’inchiesta. Sarebbero stati i barellieri di un’associazione che si occupa dei trasporti in ambulanza, ad aver ucciso diverse persone, già in fin di vita, a cui sarebbe stata iniettata aria nelle vene. E tutto questo durante il tragitto a casa.

L’organizzazione avrebbe tratto profitto non soltanto dal trasporto ma anche dai conseguenti funerali, dal momento che ai familiari dei pazienti deceduti, veniva proposta l’agenzia di pompe funebri a cui rivolgersi, in cambio poi di una ricompensa. Le vittime di questo vorticoso e terribile giro, sarebbero stati cittadini di Biancavilla e dei comuni vicini, deceduti dal 2012 in poi.

 

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