Librino, maxi-blitz nel supermarket della droga

Tutti i risultati dell’operazione “Chilometro zero”, che nelle scorse ore ha sgominato una delle principali piazze di spaccio del quartiere catanese

 

CATANIA – “Smantellamento totale di una delle maggiori piazze di spaccio di Catania”. Con queste parole il Procuratore di Catania Carmelo Zuccaro ha presentato i risultati dell’operazione “Chilometro zero”, che nelle scorse ore ha sgominato un vero e proprio supermarket della droga nel quartiere Librino di Catania. Quello che si svolgeva in viale Biagio Pecorino sotto le finestre di Saro Lombardo, il boss finito in manette nel luglio 2016 nel corso dell’operazione “Carthago”. Chilometro zero, appunto. Dal produttore al consumatore.

In carcere sono finiti Ivan Battaglia (25 anni), Giuseppe Brigante (23 anni), Giovanni Coco (23 anni), Giuseppe D’Agata (23 anni), Concetto Fazio (42 anni), Vito Guardali (24 anni), Danilo Alessandro Giammona (27 anni), Gaetano Lanzanò (26 anni), Giuseppe Marsengo (39 anni), Italo Carmelo Marsengo (41 anni), Francesco Meo (46 anni), Carmelo Nicotra (26 anni), Giovanni Palazzolo (22 anni), Roberto Savasta (31 anni), Francesco Strano (20 anni), Cristian Strazzeri (26 anni), Gabriele Agatino Strazzeri (22 anni), Gianluca Torrisi (21 anni) e Francesco Zuccaro (30 anni).

Agli arresti domiciliari B.S. (21 anni), Salvatore Celso (23 anni), Cristian Castagna (22 anni), Antonio Di Mauro (21 anni), G.M. (21 anni), Carmelo Giaquinta (39 anni), Antonino Marsengo (20 anni),  Lorenzo Marsengo (23 anni), Giuseppe Pulvirenti (39 anni) e Giada Salerno (21 anni). Raggiunti dalla misura cautelare in carcere Carlo  Burrello (24 anni), Fernando Giarratano (23 anni), Daniele Maggiore (39 anni), Giuseppe Messina (20 anni), Gioacchino Strano junior (22 anni), Gioacchino Strano (23 anni) e Salvatore Ternullo (24 anni).

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“Nella piazza avvenivano fino a 200 consegne al giorno, con poche pause – ha spiegato il Comandante Provinciale dei Carabinieri Raffaele Covetti Gli spacciatori lavoravano dalle 8.00 alle 17.00 e fino alle 2.00 di notte. Sul campo si trovavano di regola almeno 3 vedette e 2 pusher”.  Tra le piazze di spazio di Librino, quella di viale Biagio Pecorino era una delle più remunerative. Durante le perquisizioni i Carabinieri hanno rinvenuto un foglio mastro dell’attività di spaccio. Che ha consentito di stimare con precisione le dimensioni del traffico di droga.

Le dosi venivano vendute a 5 (marijuana) e 20 euro (cocaina), e portavano nelle casse dell’organizzazione circa 2.000 euro al giorno. Almeno 60.000 euro al mese, considerando che la piazza era aperta sette giorni su sette. Il traffico alimentava almeno 36 famiglie, quelle appunto degli arrestati. Per i quali lo spaccio costituiva l’impiego più sicuro e remunerativo nell’orizzonte di vita di un residente a Librino. La paga quotidiana era di circa 100 euro per pusher e vedette e di 100 euro a settimana per coloro che erano finiti in carcere. Il “sussidio” ai carcerati, però, veniva erogato con la promessa che una volta usciti tornassero a “lavorare” con l’organizzazione. 

Durante le indagini gli uomini dell’Arma hanno anche riscontrato l’utilizzo di un bambino di soli sei anni come “staffetta” per portare le dosi dal luogo di stoccaggio alla strada. Si tratta del figlio della compagna di uno degli arrestati, che avrebbe collaborato suo malgrado all’attività criminale, prendendo tutto per un gioco. “A questo bambino è stato sottratto il futuro – ha detto Covetti – Noi ci teniamo ad essere presenti in questi quartieri, dobbiamo cercare di ripartire dai ragazzi per provare a dare un futuro diverso a queste realtà”. 

Come chiarito dagli inquirenti, il nome dell’operazione deriva dalla breve distanza tra l’abitazione del gestore della piazza – Saro Lombardo abitava al 3 di viale Biagio Pecorino – e la piazza stessa. Come rilevato da precedenti indagini, Lombardo aveva continuato a gestire il traffico anche durante la permanenza ai domiciliari. Nonostante le severe restrizioni, il boss dei Santapaola ospitava in casa anche summit di mafia. In seguito all’operazione del 2016, Lombardo era stato trasferito e sconta la pena ai domiciliari in altra località. Il market della droga in viale Biagio Pecorino, però, gli era sopravvissuto, affidato alle cure di Gabriele Strazzeri, uomo di fiducia di Lombardo che gestiva anche altre piazze di spaccio. 

“Ciò che è fondamentale è togliere al crimine somme di denaro che vengono rinvestite non solo nella droga ma anche nell’imprenditoria – ha concluso il Comandante Covetti – Questa operazione è stata condotta dai Carabinieri della Compagnia di Fontanarossa, che opera dal 2010 nel quartiere grazie ad un immobile donato dal Comune. Abbiamo impiegato circa 200 uomini, voglio ringraziare il Nucleo Elicotteri che è stato fondamentale. Tutte le misure sono state eseguite – ha concluso con soddisfazione il Comandante – non c è nessun latitante”.

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