Librino sciolto per Mafia?

Il provvedimento di commissariamento della circoscrizione pronto sul tavolo del nuovo Prefetto

 

CATANIA – Non è una bomba, non è un terremoto, non è un’eruzione distruttiva per Catania. Ma potremmo dire che è tutte e tre le cose messe insieme: un cataclisma dalle conseguenze non prevedibili.

Sarebbe lì, sul tavolo, in attesa della firma del nuovo Prefetto Silvana Riccio: è il provvedimento che porterebbe al commissariamento per mafia della VI Circoscrizione Librino-San Giorgio-Zia Lisa-Villaggio Sant’Agata.

L’ipotesi ci arriva da voci assai attendibili di provenienza istituzionale: sarebbe l’esito ineludibile dell’accertamento che il Prefetto uscente Maria Guia Federico ha delegato alle forze di polizia che compongono l’apposito comitato prefettizio.

In principio era la relazione della commissione regionale Antimafia, la sintesi dei lavori del gruppo di deputati Ars guidato da Nello Musumeci. Un’analisi scaturita da una segnalazione anonima: una lettera con un elenco di nomi di consiglieri comunali e di circoscrizione da tenere sottocchio per via di legami di parentela più o meno stretta con ambienti malavitosi.

Commissariare Librino vorrebbe dire quindi scoperchiare finalmente quel vaso di Pandora che tiene dentro le relazioni pericolose tra politica e Mafia, il voto di scambio elettorale, il controllo del crimine organizzato sugli appalti, ed in definitiva il controllo dei mafiosi sulla città.

Una municipalità che da sola fa quasi un quarto della popolazione dell’intera città di Catania e che troppo spesso è teatro di imponenti operazioni di polizia e carabinieri, con piazze di spaccio azzerata a più battute.

Ne conseguirà che il provvedimento di commissariamento non potrà non riguardare tutta la città, gli eletti in Consiglio comunale e l’Amministrazione stessa che ci governa.

Insomma, una vera e propria resa dei conti per una città che di segnali per la verità ne aveva già ricevuti tanti nel tempo ma che ha la pessima abitudine di girarsi dall’altra parte come se la cosa non la riguardasse.

D’obbligo ricordare il prezioso lavoro di indagine portato avanti dalla commissione regionale Antimafia, ma anche il lavoro compiuto in Commissione Antimafia nazionale. Il senatore pentastellato Mario Giarrusso ha ripetutamente chiesto misure urgenti e con lui il collega PD Claudio Fava.
E poi c’è il lavoro correttamente silente della Magistratura che naturalmente deve occuparsi di accertare se i fatti abbiano anche rilevanza penale e soprattutto una riconducibilità a responsabilità personali individuate o da individuare. Ed ancora il lavoro riservatissimo della Prefettura e degli organi che la collaborano, per assumere poi la decisione amministrativa più utile alla tutela della città nel ripristino della legge.

Quali siano i risultati di quest’attività di indagine non ci è ancora dato saperlo, così come non sono ancora noti i risvolti penali. Ma la denuncia sulle infiltrazioni in quel quartiere rispetto al voto libero, sul ruolo dei famigerati CAF, sulle parentele scomodissime di alcuni amministratori, è istruita da tempo.

La circoscrizione di Librino è costellata di CAF, tutti (o quasi) legati consiglieri comunali o di quartiere. Ci sono il presidente di municipalità in quota Art.4 Lorenzo Leone e il consigliere comunale di Catania Futura Salvo Spataro, nomi già presenti nel fascicolo della commissione Antimafia. Ma c’è anche quello di un altra “Articolista”, Beatrice Viscuso, anche lei consigliera comunale. E quelli dei vari consiglieri di municipalità, in carica o passati: Mauro Massari, Orazio Grasso*, Filippo Petralia.

Librino, il quartiere dello “strappo da ricucire”. È lo stesso sindaco Bianco a farne una bandiera: riportare Librino a Catania e Catania a Librino.
Librino, il quartiere delle eterne promesse da parte di politici locali ma non solo. Perché anche alcuni pezzi da novanta proprio a Librino hanno i cosiddetti “serbatoi di voti”.

Ora ci siamo?

Finalmente, ci siamo.

E c’è da giurare che le resistenze perché ancora una volta si faccia finta di niente saranno violentissime.

 

 

*La precisazione di Orazio Grasso consigliere della III municipalità catanese:

“Il consigliere della VI municipalità è un mio omonimo che non presenta nessun tipo di parentela con il sottoscritto. Purtroppo la sola dicitura ‘Orazio Grasso’ è bastata a scatenare polemiche a raffica e accuse ingiustificate nei confronti del sottoscritto che ha lo stesso nome e conosce del consigliere della VI municipalità. Per tutte queste ragioni vi prego di specificare nel suddetto articolo che non si tratta del sottoscritto che ricopre la carica di vice presidente della municipalità di Borgo-Sanzio a Catania”

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  • Vorrei tanto poter fare i complimenti al soggetto che ha infangatol la 6 circoscrizione ,sicuramente manipolato da qualcuno che vuole ghettizzare ancora di più le periferie. Rammento ancora al soggetto che tutti i servizi offerti dai CAF sono totalmente gratuiti e a beneficio della collettività e nulla c’ entra con le elezioni, gli utenti sono liberi di esprimere il proprio consenso ELETTORALE. Vergognatevi! Infangare cosi le persone perbene ed oneste e soprattutto sappiate fare il vostro lavoro di giornalista,per dire! Sentite prima le dichiarazioni dalla parte lesa prima di pubblicare stupidaggini. Prendete esempio dalle testate che sanno il mestiere… . saluti a PRESTO….

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