Liste pulite, tutti contro Musumeci. Cuffaro: “I miei amici sono con te”

Da più parti si chiede all’ex Presidente dell’Antimafia regionale di prendere posizione sulla composizione delle liste e sugli impresentabili

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PALERMO – Ormai dieci giorni fa questo giornale rivolgeva alcune domande a Nello Musumeci, candidato alla Presidenza della Regione per la coalizione di centrodestra. Chiedevamo all’ex Presidente della Commissione regionale antimafia di prendere posizione sulla composizione delle liste, sulla rinuncia agli impresentabili e sulla trasparenza della campagna elettorale. Certamente indaffarato in vista del 5 novembre, il presidente non ha ancora ritenuto di risponderci. Poco male, visto che questi temi stanno diventando un leitmotif della sfida elettorale e non c’è giorno che non vengano sollevati.

E con essi alcune prudenti risposte. “Sono il primo candidato presidente della Regione a chiedere e pretendere liste pulite – ha detto Musumeci intervenendo alla convention di Fratelli d’Italia – non ho nessun’arma, la legge non mi conferisce alcun potere sanzionatorio, ma c’è una sanzione morale e quella la porranno gli elettori. Perché se i partiti non presentano liste pulite, sono cavoli per i partiti… anche se sostengono Nello Musumeci”.

La responsabilità delle liste pulite, insomma, sarebbe degli elettori e non di chi si occupa di farle. Un’idea curiosa, e smentita dallo stesso Musumeci. Che per il consigliere catanese Riccardo Pellegrino, al centro di un caso sollevato proprio su queste pagine, non esitò a chiedere a Forza Italia la rimozione dalle liste (non si sa bene con quale risultato). Non così in altri casi, su tutti quello di Luigi Genovese a Messina.

Difficile rinunciare ad un pacchetto di ventimila preferenze, sussurrano i maligni. Tanto è stimato il rampollo dell’onorevole Francantonio, lanciato giorni fa a Messina da Gianfranco Micciché e Renata Polverini. Nonostante le ampie polemiche registrate sulla stampa, Musumeci non ha commentato la candidatura del 22enne studente di giurisprudenza. In compenso nelle scorse ore ha riaperto una polemica a distanza con Totò Cuffaro: “Le responsabilità della malapolitica sono di tutti. Lo posso ben dire perché non ho mai messo piede alla Regione, non ho mai governato. Non ho mai fatto alleanze con Cuffaro e Lombardo, sono un uomo assolutamente libero”.

Sui rumors che vorrebbero parenti degli ex Presidenti della Regione nelle liste a suo sostegno Musumeci non si sbilancia. Si tratterebbe di Ida Cuffaro e Angelo Lombardo, per i quali da giorni si parla di una candidatura probabilmente in Forza Italia. Ciò che non è in dubbio è la presenza, nella composita coalizione che lo sostiene, di elementi riconducibili ad epoche precedenti.

A farlo notare, in una risposta al vetriolo, è lo stesso Cuffaro: “Non capisco come possa, Musumeci, dichiarare le cose che ha detto senza rendersi conto che nelle sue liste e intorno a lui ci sono tutti quelli che stavano con me e con Lombardo – ha detto l’ex governatore – e non in posti secondari e, tra l’altro, non capisco come questi non sentano il bisogno di non farsi insultare da lui. La mia condizione di interdizione al diritto di voto mi risparmia anche dalla sola lontanissima ipotesi di votarti – continua Cuffaro rivolgendosi direttamente a Musumeci – Sono comunque vicino ai miei amici politici di sempre che ti stanno sostenendo”.

Parole significative a cui il candidato del centrodestra non ha fatto seguire una controreplica. Ieri intanto l’aspirante governatore del Movimento Cinque Stelle Giancarlo Cancelleri è tornato a chiedere un confronto in pubblico sui temi delle liste pulite e degli impresentabili. A quelle domande, insomma, occorrerà prima o poi rispondere. A volerlo, prima ancora che gli addetti ai lavori, saranno gli elettori. 

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