Lo sfogo del medico aggredito all’Ove: “Mi hanno lasciato solo e costretto a scappare da Catania”

Il racconto di Rosario Puleo al Corriere della Sera

CATANIA – “Sì, qui scappa chi viene aggredito. Mi hanno lasciato solo. Già la notte del pestaggio quando ho dovuto chiamare dei familiari perché mi scortassero fino a casa. Poi, quando hanno arrestato il capobanda e denunciato altri quattro dello squadrone composto da almeno dieci persone, dalla polizia è arrivato il consiglio di allontanarmi. E io sono andato via con moglie e figli…“.

Sono parole forti, un vero e proprio pugno nello stomaco quelle pronunciate da Rosario Puleo, il medico aggredito e pestato a sangue la sera di Capodanno al pronto soccorso del Vittorio Emanuele di Catania, in un’intervista al Corriere della Sera in edicola oggi.

GUARDA IL VIDEO DELLA SPEDIZIONE PUNITIVA

Il racconto dell’uomo, costretto per il momento a lasciare Catania per quella che lui stesso definisce “una fuga di sicurezza” è agghiacciante fin da quando descrive l’arrivo nei locali del Triade di Mauro Cappadonna, il pregiudicato poi arrestato che pretende di conoscere l’identità di una ragazza visitata e medicata al pronto soccorso dopo che con lo scooter gli aveva causato dei danni all’auto.

“Stavo visitando una paziente”, ricorda Puleo quando “questo signore irrompe in ambulatorio alle 21.20 e pretende dati che non potevo certo riferire. Intanto, perché è vietato da codici e deontologia. Ma anche perché il fatto era accaduto intorno alle 17 e io avevo preso servizio alle 20”.

Dopo questa prima richiesta Cappadonna va via per fare però ritorno altre tre volte. “La seconda con un altro. La terza pure. Arroganti, volgari, accompagnati da un operatore del 118 in abiti borghesi. La quarta volta è una valanga. Con il capobanda spalleggiato dallo squadrone. È il raid della punizione. Pochi secondi e mi ritrovo ammaccato, gli occhi pesti, a terra, senza possibilità di reagire perché circondato”.

Il dottor Puleo aggiunge di aver scoperto che “oltre al gruppo del pestaggio, lo squadrone era composto da altri cinque o sei compari rimasti fuori come pali, come vedette, a controllare ogni porta del corridoio per bloccare la collega della stanza vicina, infermieri ed eventuali soccorritori. D’altronde, grazie a quell’operatore del 118, per il raid finale erano riusciti pure a farsi aprire una porta codificata”. 

Dopo la ricostruzione di quei drammatici momenti, l’amara constatazione del medico, costretto a lasciare Catania insieme alla sua famiglia. “Per il momento, io sono in fuga. E loro a piede libero. A parte il caporione arrestato. Si aspetta l’udienza di convalida il 31 gennaio. Ma posso tornare a lavorare? Può tornare a lavorare mia moglie? Posso mandare lunedì i miei figli a scuola?, domanda Puleo aggiungendo che “andrò io dal questore che non ho avuto il piacere di incontrare”. Il medico infine rivela di aver ricevuto “strane telefonate” e che qualcuno chiama in ospedale per avere il suo telefono proponendo “interviste per siti online che però non esistono. Ma non so nemmeno con chi parlarne. Non c’è un ispettore, un funzionario che mi abbia lasciato un cellulare in caso di necessità”.

Articoli correlati

13 commenti su “Lo sfogo del medico aggredito all’Ove: “Mi hanno lasciato solo e costretto a scappare da Catania”

  • Questa è la nostra città e questo è l’affidamento che un cittadino, di più, un servitore della citta stessa, può rivolgere verso lo stato e verso la comunità che ha servito con onestà….! Abbandonato a se stesso!!! Tutto ciò è profondamente disgustoso!
    per quel poco che conta, spero tramite questo commento arrivi a lui la mia sincera stima e vicinanza.
    Nicola mandicò (venire a cercare pure me vigliacchi !!!)

  • fanno schifo … rimettiamo la pena di morte per reati di mafia. sta gente non merita di vivere .. sono il cancro di questa società!

  • Ma le istituzioni preposte cosa aspettano A licenziare l’operatore 118 forse non si puo? Perché assunto da chi ha distrutto la nostra Regione, il contratto con la ditta di Vigilanza perché non viene revocato? Vista la inutilità?
    Signori bisogna dare risposte a questi fatti o con un posto di P.S o si autorizzi un porto d’armi agli operatori

    • CIAO CARO ANDREA,GUARDA IO LAVORO NELLA VIGILANZA ( NON IN OSPEDALE) NOI SIAMO LI SOLO PER GUARDARE E NON TANTO ANCHE PERCE’ LA ZONA NON LO PERMETTE,NOI NON ABBIAMO NESSUNA POTERE SE IL COLLEGA SI SAREBBE INTROMESSO FORSE ANCHE LUI AVREBBE RICEVUTO MINACCE E FORSE ANCHE PERCOSSE.NOI ABBIAMO UN PORTO D’ARMI CHE NON SERVE A NULLA FIGURATI SE LO DOVREBBERO DARE A UN OPERATORE.SOLIDARIETA’ AL DOTTORE

  • Mi vergogno ad essere siciliano,sentire che ancora succedendo cose del genere mi ferisce profondamente.in tutto ciò non siamo tutelati neanche dalle istituzioni.questo fatto mi ha segnato nell’anima,mi fa capire ancora di più che una bella terra come questa è in mano di gente che la portata alla rovina.

  • E’ una vergogna, dove sono le istituzioni che devono garantire la sicurezza, vorrei poterti aiutare, Vito Nicolosi

  • Mi rammarico profondamente. Da siciliana italiana. Perché in questa storia c’è tutto. Il peggio della “sicilianetá” e l’ovvio malessere del “sistema italia”. Piena solidarietà per l’ooeratore sanitario coinvolto. Cerchiamo o istituzioni, di darci una svegliata. Se i garanti della giustizia e della civiltà titubano o, peggio, non tutelano le ingiuste macroevidenze, se ne vadano a casa.
    Maria Pavone

  • Dargliela vita agli ignoranti non è bella cosa, poi se fosse stato uomo con le palle non c’era bisogno di portare dieci persone, che ne dite????? Le persone con le palle, ripeto, avrebbero agito diversamente, si vede che a Catania invece di evolverci, ci facciamo prevaricare dall’ ignoranza pura, ancora si va avanti con….. “ma u sai cu su i cistiani….., ora ti mannu i cistiani, ti sparu n’coppu n’da testa, ti rapu tuttu e varie cazzate del genere, quando parlano di queste cazzate hanno la caramella in bocca…………..se avete problemi parlatene e fate le persone per bene, è inutile infangare la dignità del popolo catanese!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

    • Infatti non le ha!! questa è solo gentucola di quartieri bassi che si si atteggia a boss mafioso e che, prima o poi (meglio prima) farà una brutta fine

  • dobbiamo dimostrare la nostra indignazione soprattutto con le autorità preposte, affinchè diano risposte concrete e non soltanto parole di solidarietà che durano qualche giorno e poi volano via.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Nome *