Su Fb l’ultima provocazione di Cateno De Luca: “Sapevo dell’arresto, vi offro il caffè del galeotto”

Il neo deputato regionale dell’Udc – finito ai domiciliari per evasione fiscale nel corso di un’operazione congiunta di Guardia di Finanza e Carabinieri – ha commentato sul social network il proprio arresto 

DALLO SHOW IN MUTANDE ALLA RIELEZIONE E ALL’ARRESTO: RITRATTO DELL’IMPRESENTABILE CATENO DE LUCA

MESSINA – “Sapevo già che mi avrebbero arrestato, perchè in certi ambienti mi avevano avvertito!”. Non è un passo de “Le mie prigioni” di Silvio Pellico, ma l’incipit del messaggio che Cateno De Luca ha postato sulla sua bacheca Facebook dopo essere stato posto ai domiciliari nella sua abitazione di Fiumedinisi, nel messinese, con l’accusa di evasione fiscale.

Da sempre protagonista di gesti eclatanti e provocazioni, il neo deputato regionale – eletto nelle fila dell’Udc a sostegno di Nello Musumeci – appena Finanzieri e Carabinieri sono andati via, ha preso il computer commentando l’inchiesta della Procura di Messina. E facendo riferimento anche agli altri guai giudiziari per i  quali è stato inserito nella lista dei candidati impresentabili, si è detto sicuro di uscire indenne da questa nuova indagine.

“Oggi più di ieri vi dico che anche questo procedimento finirà come gli altri quattordici: archiviati o con sentenza di assoluzione… Nei prossimi giorni saprete il perché non vogliono che io faccia il sindaco di Messina”, scrive De Luca ringraziando “i militari che stamattina alle ore 7:25 hanno suonato alla mia porta per arrestarmi in quanto sono stati un esempio di professionalità, gentilezza e riservatezza. Io li aspettavo da qualche giorno”.

“Penso solo a preservare mia moglie, i miei figli, la mia famiglia dall’ulteriore calvario giudiziario che li attende”, ha aggiunto l’ex sindaco di Fiumedinisi e Santa Teresa Riva, chiedendo anche “scusa ai miei sostenitori ed elettori per ciò che subiranno nei prossimi giorni”. “Posso solo dirvi – spiega – che i fatti contestati risalgono al periodo 2007 – 2012 per i quali risulta pendente presso la commissione tributaria regionale un procedimento: mi contestano che io avrei agevolato il Caf Fenapi ad evadere il fisco e quindi non sarei io l’evasione ma il Caf Fenapi di proprietà della Fenapi che ha oltre 300 mila soci”.

Entrando nel merito dell’inchiesta De Luca denuncia la tempistica dell’arresto. Secondo l’ex sindaco di Santa Teresa Riva la richiesta dei pm “risale al 10 gennaio 2017 ed il GIP per motivi a noi non troppo ignoti ha firmato l’ordinanza di arresto il 3 novembre 2017. Io avevo annunciato la mia candidatura a sindaco di Messina nel comizio del 1 gennaio 2017 in piazza Municipio a Santa Teresa Riva. A dicembre 2016 avevamo depositato l’ennesima denunzia nei confronti di una parte della magistratura di messina ed alcuni organi inquirenti che avevano commesso troppi ‘errori’ nei procedimenti penali aperti a carico di cateno De Luca: ben 15 procedimenti penali di cui già chiusi 14 con sentenze di assoluzione perché il fatto non sussiste e varie archiviazioni per l’inconsistenza delle accuse”.

“Pregate per me e per la mia famiglia e per gli altri indagati che nulla c’entrano in questa storia” prosegue il neo deputato Udc, che dopo aver citato un passo del Vangelo – “Beati i perseguitati a causa della giustizia, perché di essi è il regno dei cieli” – saluta i suoi sostenitori offrendoli “virtualmente il caffè del galeotto!”

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