M5S, a Catania pienone per i grillini pop star

Giancarlo Cancelleri e Alessandro Di Battista scaldano la piazza e riscuotono applausi

M5S

CATANIA – Piazza Teatro Massimo è stracolma e la diretta Facebook, condivisa da un migliaio di persone, “allarga” il pubblico. Il M5S dimesso della conferenza stampa #Biancodimettiti lascia il posto agli one man show.
Alessandro Di Battista e Giancarlo Cancelleri in particolare. Giubbino di pelle l’uno, giacca scura e camicia l’altro. In comune la verve da motivatori di folle e la comicità ereditata da Grillo.

A precederli gli interventi di Angela Foti, Nunzia Catalfo, Giulia Grillo e Francesco Cappello. Mario Giarrusso coordina i movimenti sul palco, ma le vere pop star sono loro: Gianca e il Dibba.

Cancelleri scalda il pubblico: Giarrusso lo presenta come il prossimo presidente della Regione, mentre Di Battista immortala il bagno di folla col suo cellulare. “Catania adesso. Non so se mi spiego”, scrive a commento sulla sua pagina Facebook.

“Siamo come la Nutella”, esordisce Cancelleri. “Siamo come la Nutella a confronto con quel surrogato, il CreamCiock: nessuno sceglie il surrogato, la Nutella e la Nutella! Hanno criticato le nostra piattaforma on line e adesso si stanno creando le loro”.

È la chiusura dell’Iday, il mese di gazebo per raccogliere idee e suggerimenti per scrivere il programma elettorale da presentare per le prossime elezioni regionali. “Ma non è un chiusura, è un inizio”, aveva detto poco prima Angela Foti.

“Sono arrivate oltre 10.000 proposte” spiega Cancelleri. “Non idee, ma vere e proprie proposte di legge per riscrivere il futuro di questa regione: riforma energetica, piano rifiuti, abolizione dei vitalizi. Il programma c’è. Da qui a ottobre dobbiamo incontrare quanta più gente possibile e convincerli a tornare a votare e a votare M5S. Dobbiamo arrivare al palazzo dell’Ars in maggioranza: ogni voto sarà un martello con il quale li inchioderemo”.

Sono forti del consenso del pubblico e della cronaca: “I mafiosi dicono che i M5S è inavvicinabile”, prosegue Cancelleri. “La mafia ha tolte le grinfie dagli appalti col Comune a Bagheria perché Cinque non scende a patti con la mafia“.

È il turno di Alessandro Di Battista: gli regalano un panaro fatto a mano e una marmellata di fichi. A donarli due signori avanti con l’età, giù dal palco. “Ti voghiu beni come a mme figghiu” gli dice l’anziano muratore, battendosi il petto pieno d’orgoglio per quel ragazzo in jeans  che ha attraversato l’Italia in motorino e che adesso parla alla città.

“Temono le piazze piene anche non in campagna elettorale” esordisce il Dibba. “Ignoriamoli. Si stanno facendo una guerra fra di loro. Dobbiamo entrare nell’ottica che partecipare alla vita politica è un dovere e candidarsi è un dovere non solo un diritto“.

“Faremo errori: i primi mesi al governo saranno difficili, come lo sono stati i primi in parlamento. Ma per noi la politica non è una professione, finito il nostro mandato noi torneremo al nostro lavoro, al mondo reale che esiste fuori da Montecitorio”.

“Invece chi pensa che la politica sia una professione, scende a compromessi per mantenere quello che reputa un posto di lavoro. Noi dobbiamo rispondere a voi che ci avete votato e al programma che abbiamo presentato”.

Loro invece hanno le mani legate da chi gli ha finanziato la campagna elettorale. Devono rispondere ai finanziatori, non ai cittadini”.

Dopo verrebbero altri interventi. È lo stile del Movimento: tutti uguali, tutti cittadini. Ma lo show è finito e in tanti corrono ad incontrare Alessandro Di Battista che da sopra il palco fa cenno di aspettare e di far silenzio per continuare ad ascoltare chi ha l’arduo compito di parlare dopo di lui.

 

 

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