Firme false M5s, udienza preliminare rinviata al 26 maggio

Claudia La Rocca: “Se rinviata a giudizio non mi ricandiderò all’Ars”

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PALERMO – E’ durata solo pochi minuti la prima udienza preliminare per l’indagine sulle firme false del M5S di Palermo. Dopo aver rigettato la richiesta di un legale degli imputati oggi assente per motivi di salute, il gup Nicola Aiello ha comunque deciso di rinviare l’udienza al prossimo 26 maggio.

La decisione è stata presa per consentire alle parti di esaminare i nuovi atti depositati, ovvero il file audio con la conversazione avvenuta a luglio scorso tra Andrea Cottone, ex socio di Addirizzo e attuale componente dello staff della comunicazione grillina alla Camera e alcuni parlamentari indagati su presunti illeciti nella gestione dell’associazione anti racket commessi da Ugo Forello, candidato sindaco di Palermo del M5s. 

Tra i 14 indagati, figurano esponenti pentastellati di spicco: il deputato nazionale Riccardo Nuti, che nel 2012 era candidato sindaco, e le parlamentari Giulia Di Vita e Claudia Mannino, il marito di quest’ultima Pietro Salvino e il marito della deputata Loredana Lupo – non toccata dalle indagini – Riccardo Ricciardi.

Coinvolti anche i deputati regionali Claudia La Rocca (nella foto) e Giorgio Ciaccio e i candidati del 2012 Samantha Busalacchi, Giuseppe Ippolito, Stefano Paradiso, Toni Ferrara, Alice Pantaleone. Indagati anche l’avvocato Francesco Menallo, già militante del M5S, e il cancelliere Giovanni Scarpello che nel 2012 autenticò le firme finite sotto la lente dei magistrati di Palermo.

L’inchiesta era stata aperta cinque mesi fa dopo la denuncia di un attivista e ha avuto un impulso dopo alcuni servizi de “Le Iene”. Secondo le indagini, alla vigilia della presentazione delle liste nella sede di un meet up nei pressi del porto di Palermo, vennero ricopiate 1.400 firme, così come accertato dalla Digos.

I reati contestati agli indagati, a vario titolo, dal procuratore aggiunto Dino Petralia e dal pm Claudia Ferrari sono il falso e la violazione di una legge regionale del 1960 che recepisce il Testo unico nazionale in materia elettorale.

A marzo, invece, il gip Lorenzo Matassa ha archiviato l’indagine su Forello, che era accusato di “induzione a rendere dichiarazioni mendaci”. L’indagine era nata dalla denuncia dei deputati nazionali grillini coinvolti nel caso firme false. Secondo Nuti, Mannino e Di Vita, che avevano presentato un esposto, l’inchiesta della Procura sarebbe stata in qualche modo ispirata dall’attuale candidato poltrona di primo cittadino, nonché uno dei fondatori storici ed ex presidente di Addiopizzo.

Forello – secondo i firmatari dell’esposto – avrebbe imbeccato i “pentiti” dell’indagine, come la parlamentare regionale La Rocca, che alla vigilia dell’udienza preliminare ha rotto il silenzio pubblicando un post sulla sua pagina Facebook. “Domani (oggi per chi legge ndr) si terrà l’udienza preliminare. L’udienza che deciderà se saremo rinviati a giudizio, ovvero se dovremo affrontare un processo. La mia scelta, com’è noto, è stata quella di collaborare con la magistratura, di raccontare ciò che ricordavo su un errore dettato da ingenuità e ignoranza (la lista sarebbe stata accettata comunque) da ragazzi che credevano in un sogno. Sbaglio che non ha mai avuto l’intenzione di ledere la comunque esistente volontà dei cittadini palermitani, ai quali è doveroso rinnovare le scuse, che hanno di fatto sottoscritto i moduli manifestando la volontà di veder presentata la lista del Movimento 5 Stelle per le amministrative del 2012″.

Gli ultimi mesi (già 8) della mia vita – e non solo – sono stati difficili, dolorosi, e il seguito di questa storia sarà affrontato con la serenità di chi sa di dire la verità, con la speranza di poter tornare presto ad una vita normale – prosegue La Rocca – Continuerò a muovermi seguendo quanto previsto dal Codice Etico e dal regolamento del Movimento 5 Stelle. In caso di rinvio a giudizio non ci sarà una mia candidatura per le prossime regionali, si fermerà alla fine di questa legislatura la mia esperienza da portavoce, sperando di essere stata in questi anni una rappresentante dei siciliani all’altezza del ruolo assegnato”.

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