M5s, Forello: “Grillo è con me, vado avanti più forte di prima”

Il candidato sindaco di Palermo sull’audio pirata che ha gettato ombre sulla sua gestione di Addiopizzo

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PALERMO –  Ugo Forello al contrattacco. Il candidato sindaco di Palermo del M5s convoca i giornalisti per contrastare la “macchina del fango”.

“Ieri c’è stato un mostro sbattuto in prima pagina”, dice riferendosi alle accuse di aver lucrato su Addiopizzo fatte in una conversazione audio diffusa sul web, tra Andrea Cottone, membro dello staff della comunicazione alla Camera ed ex dell’associazione anti racket palermitana, e i parlamentari Riccardo Nuti, Giulia Di Vita, Claudia Mannino (tutti poi coinvolti nell’inchiesta sulle firme false), Loredana Lupo e Chiara Di Benedetto.

“Sono molto dispiaciuto – ha aggiunto – che siano state strumentalizzate a fini politici associazioni come Addiopizzo o la Federazione anti racket italiana, che hanno cambiato il contesto cittadino, combattendo la mafia e contribuendo all’arresto di centinaia e centinaia di mafiosi, interessando così la vita di centinaia di imprenditori che hanno fatto una scelta difficile, c’è ad esempio, chi ha vissuto o vive sotto scorta”.

“Stiamo parlando di un argomento delicato”, ha osservato l’ex presidente di Addirizzo sottolineando che l’associazione anti racket “è un bene della città che non va strumentalizzato dai partiti”. “C’è stato un presunto accusatore che esprimeva valutazioni poi smentite da accertamenti successivi, per me – ha aggiunto – questa storia è chiusa. Forse altri candidati hanno qualcosa da nascondere”.

Forello ieri è volato a Roma per incontrare lo staff della comunicazione del MoVimento e lo stesso Beppe Grillo. Registro un’assoluta unità di intenti, ho ricevuto ovviamente l’appoggio incondizionato e convinto di tutto il movimento”, ha riferito il candidato sindaco sottolineando che “il nostro percorso prosegue ancora più forte di prima“.

L’audio pirata è finito agli atti dell’inchiesta sulle firme false. A consegnarlo è stato alcuni giorni fa l’avvocato Domenico Monteleone, legale di Nuti, Mannino e Di Vita, come presunta “prova per dimostrare” la presunta macchinazione subita dai deputati indagati. Il legale oggi fa sapere che l’audio della riunione non è stato rubato: “La conversazione è stata fatta alla luce del sole e Cottone era consapevole di essere registrato”.

Ma Cottone dal suo profilo Facebook ha chiesto scusa al candidato sindaco M5s replicando di non sapere “affatto di essere oggetto di una registrazione”. “Qualcuno, purtroppo, ha deciso di strumentalizzarmi sta circolando un audio registrato nell’ambito di una riunione riservata avvenuta circa un anno fa all’interno della Camera dei Deputati, tra il sottoscritto, al quale era stato richiesto da alcuni deputati di raccogliere informazioni – come normalmente avviene nell’esercizio delle funzioni di addetto alla comunicazione del gruppo parlamentare del M5S della Camera – e gli stessi deputati. Tengo, pertanto, a precisare che si trattava di un’analisi necessariamente preliminare e parziale, contenente dati, notizie o valutazioni sommarie non supportate da specifica documentazione”, spiegava Cottone.

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