Palermo, M5s ad alta tensione. Grillo: “Sospendere parlamentari indagati”

Il leader pentastellato interviene dopo gli attacchi di Nuti, Di Vita e Mannino a Forello e ai deputati regionali La Rocca e La Rocca

m5s

PALERMO – Beppe Grillo rompe gli indugi: troppo alta la tensione nel M5s palermitano per non prendere posizione. Al leader pentastellato non sono piaciute le esternazioni di Riccardo Nuti, Giulia Di Vita e Claudia Mannino che in una nota hanno chiesto l’espulsione di Giorgio Ciaccio e Claudia La Rocca. I tre parlamentari nazionali sono indagati, al pari dei colleghi deputati regionali, nell’inchiesta “Firme false”  della Procura di Palermo.

Ho chiesto ai capigruppo del MoVimento 5 Stelle – scrive Grillo su Facebook di raccogliere le firme dei parlamentari necessarie per indire la votazione dell’assemblea dei parlamentari per procedere anche alla sospensione temporanea dal gruppo parlamentare dei sospesi (Nuti, Mannino, Di Vita, ndr), fino a che sarà in vigore la loro sospensione dal MS5 come già stabilito dai probiviri”.

“Ha ragione Luigi Di Maio – si legge nella nota dei tre parlamentari- le espulsioni dal Movimento 5stelle conseguono alla condanna in primo grado. Tuttavia, i deputati regionali della Sicilia Claudia La Rocca e Giorgio Ciaccio dovrebbero essere espulsi dal Movimento, in quanto hanno confessato d’aver partecipato alla vicenda delle firme per le ultime comunali di Palermo. Che abbiano assunto il ruolo di accusatori non elimina le responsabilità penali che i due hanno ammesso, apparendo all’opinione pubblica come paladini e dunque estranei”.

Proprio ieri, la Procura di Palermo ha chiesto il rinvio a giudizio per i quattordici indagati dell’inchiesta “Firme false”, compreso un cancelliere del tribunale che nel 2012 autenticò le firme finite sotto la lente dei magistrati. I reati contestati, a vario titolo, dal procuratore aggiunto Dino Petralia e dal pm Claudia Ferrari sono il falso e la violazione di una legge regionale del 1960 che recepisce il Testo unico nazionale in materia elettorale.

Sempre Nuti, dalle colonne del Corriere della Sera, apre un altro fronte di scontro interno al M5s. Il bersaglio è Ugo Forello, il candidato sindaco del M5s alle Comunali di Palermo. “Lo staff, in autunno, ci chiese un parere e definimmo inopportuna la candidatura di Forello – afferma al quotidiano di via Solferino –  da noi attaccato in Antimafia, nel giugno 2014. Per un conflitto di interessi simile a quello della Boschi per Banca Etruria. Da avvocato difendeva i commercianti con Addiopizzo, ma con la stessa organizzazione chiedevano i risarcimenti e stavano nella commissione ministeriale che assegnava i risarcimenti”.

Superfluo dire che Forello, per usare un eufemismo, non l’ha presa bene, tant’è che il caso è arrivato in un batter d’occhio allo staff di Beppe Grillo: i probiviri hanno avviato una verifica sulle frasi di Nuti contro il candidato sindaco di Palermo e da una parte del Movimento palermitano arrivano richieste di provvedimenti contro il deputato nazionale: “Non si può continuare a fare uan campagna elettorale con questo scontro continua, Grillo deve prendere posizione”.

In serata, infine, la replica di Nuti a Beppe Grillo: “Informo che io, Di Vita e Mannino, non abbiamo rilasciato dichiarazioni contro la magistratura, anzi tutt’altro, né contro il candidato sindaco del Movimento 5 Stelle di Palermo. Se circolano dichiarazioni in tal senso attribuite a noi, sono da ritenersi non veritiere. Abbiamo espresso fiducia nella giustizia a cui ci affidiamo per dimostrare la nostra innocenza”.

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