M5S, la “graticola” non riscalda i palermitani

Una magra platea per Argiroffi, Caparrotta e Forello. Grande assente la compagine dei nutiani

Candidati sindaco m5s Palermo
Photo Credit M5S

 

PALERMO – La chiamano “Graticola” forse perché, sul fuoco e sul piatto, ci sono tutte le portate del menù pentastallato. In gioco, la prima poltrona di Palermo. A correre per il Movimento erano in cinque. Ma a salire sul palco del cinema De Seta ieri sera, per il confronto tra candidati e cittadini, sono stati soltanto in tre: l’architetto Giulia Argiroffi, l’ingegnere Giancarlo Caparrotta e l’avvocato Ugo Forello.

Il faccia a faccia tra gli aspiranti sindaco cinquestelle ha perso, insieme a due dei protagonisti, anche un po’ di pepe.

A sventolare bandiera bianca, infatti, ritirandosi dal secondo turno delle Comunarie, è stata Tiziana De Pasquale. La candidata vicina al deputato Riccardo Nuti, sospeso dal M5S e indagato nell’inchiesta sulle firme false, è la protagonista di un vero colpo di scena. L’ingegnere ha mollato la corsa e spiegato il suo addio alla top five pentastellata: delusione per la gestione di queste amministrative e per il tradimento degli ideali di un Movimento che somiglia sempre più a un “partito”. Queste le motivazioni del divorzio.

Intanto, ieri sera, una magra platea, di appena 300 persone, ha discusso i temi principali per la scalata a Palazzo delle Aquile. Grande assente la compagine dei nutiani, cioè il gruppo riconducibile al deputato nazionale e primo capogruppo alla Camera. Era invece in prima fila, ma silente, il quarto “finalista”: il poliziotto-sindacalista Igor Gelarda. La legge del 1981, infatti, gli vieta di partecipare a manifestazioni politiche prima di aver chiesto l’aspettativa.

Tra il pubblico, erano presenti i due deputati regionali Claudia La Rocca e Giorgio Ciaccio, indagati nell’inchieste “firme false” e collaboratori con i pm nella fase dell’indagine.

Lo scorso 28 dicembre, 524 grillini palermitani hanno votato i 39 candidati che andranno a comporre la lista per il consiglio comunale. Il prossimo step prevede una nuova votazione per scegliere il rappresentante pentastellato che correrà alle amministrative del capoluogo di Regione. Forello, avvocato e tra i fondatori di Addiopizzo, ha tagliato corto sulla questione firme false: “Le sospensioni di tutte le persone coinvolte nell’inchiesta segnano la differenza rispetto agli altri partiti!”. Ha rinforzato il colpo Caparrotta: “Quanto ha influenzato la campagna elettorale? Zero! Dobbiamo andare avanti”. Più tiepida la Argiroffi, secondo cui “c’è stato un rallentamento ma siamo pronti a ripartire”.

Tante e disparate le proposte lanciate: dai ficus da ripiantare in piazza Politeama all’utilizzo del patrimonio della Curia per affrontare l’emergenza abitativa. Ma non sono mancati anche i temi su cui ancora i candidati non hanno idee chiare: tra queste, “Manifesta 2018”, la più importante biennale di arte contemporanea europea.

Insomma, una corsa tutta in salita quella per la conquista della sindacatura.

Dal canto loro, però, gli attivisti palermitani si dicono fiduciosi e “chiunque sarà il candidato votato online tra pochi giorni, sarà sicuramente all’altezza del ruolo che gli è stato affidato”. Provare per credere. 

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