Macchine che scrivono poesie, preti che abusano di bambini, ragazzi che bruciano i barboni

…e le feste, le immancabili feste della società bene!

A Roma, al Maker Fair, è esposta una “macchina” che “produce” poesia!

Fa tutto un algoritmo.

Leggeremo più versi di Rilke? Come: “Così fu amata anche colei, eletta a dare frutto, la timida, la colma di timore, la fanciulla cercata nella casa, la giovane in fiore, la nascosta, colei che in se cela mille strade”.

Un prete usa l’olio santo per abusare sessualmente di minori, e di minori ai quali già la vita aveva inflitto durezze asperrime.

Alcuni giovani, tra cui dei minori, danno fuoco, per gioco, ad un senza fissa dimora. L’uomo muore, e non per gioco.

La Commissione Antimafia produce una lista di proscritti, ridicola ed inconsistente, usandola come cortina fumogena per nascondere i veri impresentabili!

E non c’è giorno che passi senza che qualcuno si ricordi di una molestia subita, e solo ora, dopo anni ed anni di indicibile turbamento, trova la forza di confessare; ma non al magistrato, bensì ai giornali.

Un bambino di sei anni, si di soli sei anni, viene abusato per lo spaccio di droga.

Ed intanto, qualcuno annuncia agli italiani che l’uomo vivrà fino a 125 anni mentre qualcun altro gli fa eco promettendo ancora un Ponte sullo Stretto, in una strage quotidiana del buonsenso e del rispetto dell’intelligenza del prossimo.

Siamo certi che questa strada non ci porti al suicidio di massa?

L’Homo Deus, di cui scrive in un bellissimo libro Yuval Noah Harari, è un poveretto, uno che non basta a se stesso ma che pretenderebbe di dominare gli altri, ed anzi persino di comandare alla Natura, illudendosi che basterà usare la ferocia che è servita ad eliminare gli altri animali per renderlo eterno.

Ed intanto, la mia generazione frequenta cene e feste varie, per sfoggiare il tacco più audace e la firma più costosa, incurante, perlopiù, del dolore che ci circonda, non chissà dove lontano, ma in casa del vicino che abita l’appartamento accanto al nostro, dell’amico che passerà il Natale in ospedale, del bambino annegato nel nostro mare perché i suoi genitori volevano assicurargli un futuro migliore, del vecchietto che non ha denaro per curarsi i denti mentre noi ci siamo rifatti il naso perché aveva quella curvetta insopportabile.

Siamo sicuri d’essere vivi?

O, forse, un male attraente e straordinariamente seducente ci sta somministrando il suo veleno per consegnarci al freddo dell’indifferenza e poi lasciarci soli, in compagnia soltanto delle pessime persone che siamo diventate?

P.S.: Sia chiaro che divertirsi e vivere bene non è un delitto ma un bisogno sacrosanto. Voglio solo, e  per paradosso, descrivere il disagio che la mia generazione sta vivendo e di cui con dolore sincero ci lamentiamo spesso quando ci ritroviamo a parlare tra di noi. Talvolta anche a quelle feste che restano bellissime se soltanto non diventano il fine di una vita.

Post post scriptum: In questo tempo che ci è dato di vivere, secondo una stima recente e cioè del 2014, 2,1 miliardi di persone sono sovrappeso mentre 850 milioni soffrono di malnutrizione. Nel 2013, la malnutrizione ha ucciso 1 milione di persone, mentre l’obesità ha fatto 3 milioni di vittime. Siamo sicuri che questa sia la strada giusta?

3

  • È da sempre così…. Forse siamo di fronte al vero ,grande, insormontabile limite umano…

  • E se fosse semplicemente il presente che non è meglio o peggio, ma solo diverso?
    Noi ci ostiniamo a vivere la velocità dell’oggi con l’approssimato intuito di ieri, quando i ritmi ci permettevano di affrontare la vita con espedienti e esperienze dirette. Non ci accorgiamo che siamo prigionieri del presentismo che ci riduce in convulsi divoratori dell’oggi, per disabibuarci a dare il giusto peso al passato credendo di essere immuni alle conseguenze del futuro. GB

  • Tutto questo ci rattrista ma purtroppo la colpa è solo nostra
    Cosa bisogna fare per cambiare !
    ……

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