Maxi blitz nel trapanese: caccia a Matteo Messina Denaro

Duecento agenti stanno effettuando decine di perquisizioni nelle abitazioni di una trentina di fiancheggiatori del capomafia, tutti indagati per favoreggiamento

matteo messina denaro

CASTELVETRANO (TRAPANI) – Maxi blitz della DDA di Palermo nella zona di Castelvetrano, in provincia di Trapani, paese del boss latitante Matteo Messina Denaro. Duecento agenti della Squadra Mobile di Palermo e dello Sco stanno effettuando decine di perquisizioni nelle abitazioni di una trentina di fiancheggiatori del capomafia, tutti indagati per favoreggiamento.

I NOMI – Nel mirino delle Forze dell’Ordine, secondo LiveSicilia, sono finiti Biagio Cappadonna, Giovanni Cappadonna, Vito Cappadonna, Vito Circello, Santo Clemente, Andrea Craparotta, Calogero Curseri, Cosimo Cuttone Di Carlo, Matteo Filardo, Giovanni Furnari, Tommaso Geraci, Michele Giacalone, Calogero Giambalvo, Leonardo Ippolito, Antonino Italiano, Giovanni Madonia, Leonardo Masaracchio, Nicola Messina Denaro, Michele Pacella, Gaetano Pavia, Giovanni Rollo, Giovanni Santangelo, Vincenzo Santangelo, Gaspare Varvaro, Nicolò Venezia. Per tutti l’ipotesi di reato è “procurata inosservanza di pena” per il boss di Calstevetrano.

Messina Denaro è latitante dall’estate del 1993, quando fu raggiunto da un mandato di cattura per gli attentati mafioso di Roma, Firenze e Milano. Figlio del boss di Castelvetrano Francesco Messina Denaro, vicino ai corleonesi di Totò Riina, è l’ultimo padrino di Cosa nostra ricercato. Negli ultimi anni gli inquirenti gli hanno fatto terra bruciata attorno a lui arrestando familiari – come la sorella Patrizia e il cognato Vincenzo Panicola – e decine di fiancheggiatori.

Con il blitz di oggi si continua a colpire chi aiuta il boss nella latitanza: per gli indagati infatti si profila il reato di procurata inosservanza della pena aggravato dall’agevolazione mafiosa. Gli agenti stanno perquisendo case, masserie, magazzini nel territorio di Castelvetrano e in comuni vicini. Le indagini per la cattura del latitante sono coordinate dal procuratore di Palermo Francesco Lo Voi e dall’aggiunto Paolo Guido.

 

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