Mafia, morto nella notte il Capo dei Capi Totò Riina

Il boss corleonese era ricoverato nel Reparto detenuti dell’ospedale di Parma e da tempo le sue condizioni di salute erano critiche. Nelle scorse ore la firma del ministro della Giustizia Orlando per consentire ai familiari di vederlo

PARMA – Il Capo dei Capi Totò Riina, ottantasette anni compiuti ieri, è morto nella notte per le complicazioni di due interventi chirurgici subiti nei giorni scorsi. Il boss corleonese era ricoverato nel Reparto detenuti dell’ospedale di Parma e da tempo le sue condizioni di salute erano critiche.

Al punto che il ministro della Giustizia Andrea Orlando, con il parere positivo della Procura nazionale antimafia e dell’Amministrazione penitenziaria, aveva firmato il permesso che avrebbe consentito ai figli di stare vicino al padre nella struttura sanitaria. La notizia era circolata poche ore fa insieme all’aggiornamento sulle condizioni del boss, in coma farmacologico da cinque giorni dopo le operazioni. Nella notte, però, la situazione è precipitata, e intorno alle 4 del mattino il cuore di Riina ha smesso di battere.

Il Capo dei Capi di Cosa nostra era stato arrestato il 15 gennaio del 1993 dopo 24 anni di latitanza. Fino in tempi recenti la possibilità di una collocazione diversa dal carcere per il boss ormai anziano aveva sollevato un acceso dibattito nei media e nell’opinione pubblica. Secondo gli inquirenti Riina sarebbe stato fino all’ultimo il capo di Cosa nostra. Il capomafia era stato l’artefice della stagione degli attentati di mafia degli anni Novanta – nei quali persero la vita, tra gli altri, i giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino – oltre che il mandante di numerosi omicidi. Nonostante la lunga permanenza in carcere, con il passare degli anni il boss non si era mai pentito.

La notizia dell’aggravamento delle sue condizioni nelle scorse ore non aveva mancato di suscitare dibattito. Ad intervenire sulla vicenda era stato  il vicepresidente della Commissione nazionale antimafia Claudio Fava: “Totò Riina oggi compie 87 anni – scrive il deputato sulla sua pagina Facebook – ed è in coma farmacologico nel reparto 41 bis dell’ospedale di Parma dopo due interventi operatori. Spero che non lo lascino morire in carcere da detenuto. La differenza tra loro e noi è che a noi non serve alcuna vendetta – conclude Fava – E che la dignità della morte va riconosciuta anche a chi l’ha negata alle proprie vittime”.

Anche i familiari del boss avevano commentato le condizioni di salute del padre: “Per me tu non sei Totò Riina, sei il mio papà – ha scritto Salvo Riina, figlio del Capo dei Capi – E in questo giorno per me triste ma importante ti auguro buon compleanno papà. Ti voglio bene, tuo Salvo”.

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