Grasso a Riina: “Stop a 41 bis? Dica nomi dei mandanti delle stragi”

Il presidente del Senato: “La legge dà la possibilità di interrompere il carcere duro collaborando”

ROMA – “Non dobbiamo dimenticare che Riina è ancora il capo di Cosa Nostra e che la legge può dare la possibilità di interrompere il regime del 41bis collaborando. Riina potrebbe ottenere la cessazione delle misure facendoci sapere chi erano queste persone importanti che lo hanno contattato prima di fare delle stragi“. Cosi Pietro Grasso, presidente del Senato, intervistato da Gianluca Nicoletti a Melog su Radio 24.

Le parole dell’ex procuratore della Repubblica di Palermo contribuiscono ad alimentare il dibattito sul regime carcerario a cui è sottoposto il boss di Cosa nostra. Grasso dopo aver ricordato che “secondo le nostre leggi e secondo la Costituzione la carcerazione deve essere dignitosa”, ha affermato: “Ritengo che siano adottate tutte le misure idonee per poter rendere dignitosa la carcerazione di Riina, naturalmente questo deve essere dimostrato ai giudici che dovranno decidere, in modo tale che si possa garantire ancora il 41 bis”.

Il prossimo 7 luglio, il tribunale del Riesame di Bologna sarà chiamato a valutare la possibile attenuazione del carcere per il vecchio padrino alla luce della pronuncia della Cassazione che ha chiesto di motivare meglio le ragioni per le quali Riina viene mantenuto in un regime di 41 bis nonostante sia affetto da tumore e malattie cardiovascolari che si sono aggravate nel corso degli anni.

Da circa due anni il capo dei capi, secondo quanto rivelato dal suo avvocato, Luca Cianferoni, durante la trasmissione L’aria che tira su La7, non è più in carcere ma è detenuto in un reparto dell’ospedale di Parma sotto stretta sorveglianza. Come riportato da Repubblica, la stanza di Riina è a tutti gli effetti una cella blindata, che si affaccia sulla città. L’accesso è però consentito solo a medici, infermieri e guardie.

Le precarie condizioni di salute però non impediscono a Riina di seguire disteso su una barella le udienze dei processi in cui è imputato. Come è successo oggi, quando il boss mafioso si è presentato davanti ai giudici di Palermo in videoconferenza per seguire l’udienza del processo sulla trattativa Stato-mafia.

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