Medico aggredito, ha una sfilza di precedenti penali operatore 118 coinvolto nel raid punitivo

Il dipendente immortalato dalle telecamere mentre apre la porta del Triage ai violenti

CATANIA – Ha una sfilza di precedenti penali il dipendente del 118, immortalato dalle telecamere di video sorveglianza, che ha consentito l’aggressione a Rosario Puleo, il medico del pronto soccorso del Vittorio Emanuele di Catania. E’ quanto scrive il quotidiano Repubblica precisando che l’operatore del 118 ha avuto una condanna a sei mesi di reclusione, più una multa, per furto in concorso, ed è stato per un anno in regime di sorveglianza speciale. Nella fedina penale anche una pena di due mesi e 20 giorni, estinta dopo un affidamento ai servizi sociali. E ancora. Il dipendente della Seus ha avuto un’altra condanna a otto mesi di reclusione per furto, con sospensione condizionale della pena.

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L’uomo, seppur fuori servizio, avrebbe fornito al gruppo di nove persone che hanno pestato a sangue il dottor Rosario Puleo che si era rifiutato di fornire le generalità di una signora poco prima medicata a seguito di un incidente stradale con l’auto di Mauro Capodonna, il pregiudicato arrestato e accusato di aver guidato la spedizione punitiva.

Pochi giorni dopo l’aggressione, l’operatore del 118 è stato messo in ferie forzate. Domani la questione sarà affrontata dal comitato di gestione della Seus convocato dal presidente Gaetano Montalbano che ha proposto la sospensione del dipendente.

Una linea condivisa anche dall’assessore regionale alla Sanità, Baldo Gucciardi in occasione dell’incontro di domenica scorsa con i medici e il personale sanitario del Vittorio Emanuele. “Chi ha sbagliato non può che essere oggetto di provvedimenti disciplinari, senza tentennamenti. Mi riferisco soprattutto all’operatore del 118. Io ho chiesto che venga sospeso e di avviare i procedimenti disciplinari, ovviamente tenendo conto di tutti i riscontri che oggettivamente ci saranno”, aveva detto. ” Si tratta di una linea di intervento – aveva aggiunto Gucciardi – all’insegna della tolleranza zero, che noi intendiamo mantenere verso chi si dovesse rendere protagonista di comportamenti non coerenti con quelli che sono i doveri di ufficio”.

Nonostante i precedenti penali, l’uomo è stato assunto dal 118 ed è rimasto regolarmente in servizio. Perché? “Sono passati i termini previsti della legge, il reato di prescrive dopo dieci anni dalla sentenza, e non si poteva più disporre il licenziamento”, spiegano dalla Seus.

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