Cresce l’allarme meningite in Sicilia: un anziano colpito dalla forma batterica nel nisseno

Nell’Isola mancherebbero anche i posti letto nei reparti di Malattie infettive

CALTANISSETTA – Dopo il caso del 33enne di Piazza Armerina  ricoverato il 18 dicembre nel reparto di malattie infettive dell’ospedale Umberto I di Enna, torna a salire l’allarme meningite in Sicilia.

Un pensionato di 70 anni, originario di Santa Caterina Villarmosa (Cl) è stato ricoverato la scorsa notte all’ospedale Sant’Elia di Caltanissetta perché affetto da una meningite batterica. L’uomo presentava febbre, rigidità degli arti ed era in preda a un forte stato di agitazione. A confermare la diagnosi di meningite batterica, l’esame del liquor. La forma batterica è più grave rispetto a quella virale che invece ha colpito il 33enne ennese.

Nella notte è stato cercato un posto letto in un reparto di Malattie infettive, ma in tutta la Sicilia non ve ne sarebbero di liberi. La prognosi è attualmente riservata; i medici hanno provveduto a somministrare la terapia di prevenzione ai parenti del pensionato e anche alle persone presenti al Pronto soccorso al momento dell’arrivo del paziente.

LA MENINGITE – La meningite può essere provocata sia da batteri sia da virus, quella più temibile è quella batterica dovuta principalmente a tre germi: emofilo tipo B, pneumococco, meningococco. Le forme di meningite dovute a virus sono generalmente a decorso benigno. I sintomi principali della meningite sono febbre, nausea, vomito e irritazione delle membrane meningee che il paziente avverte come una forma di rigidezza dei muscoli nucali. Tipici segni collaterali sono anche la diminuzione dello stato di coscienza, con senso di torpore, battito cardiaco rallentato ed episodi convulsivi.

L’evidenza diagnostica viene raggiunta mediante analisi di una piccola quantità di liquido cerebrospinale prelevato mediante puntura lombare. Se la meningite è di origine virale, i pazienti sono gravemente malati per alcuni giorni senza per questo perdere conoscenza, e se sottoposti a trattamento antibiotico, di solito si ristabiliscono entro una settimana. Se gli organismi patogeni sono di origine tubercolare, la guarigione richiede un tempo notevolmente più lungo.

Oltre alle generiche misure preventive, come quella di ridurre ed evitare il sovraffollamento, l’unica misura veramente sicura ed efficace è la vaccinazione.

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