Meningite, morto 65enne a Messina

Il primario: “Nessun allarme, era cardiopatico con edema polmonare”

MESSINA – E’ morto questa mattina al Policlinico di Messina l’uomo di 65 anni ricoverato per meningite. Per Giuseppe Nunnari primario del reparto di malattie infettive del Policlinico però “il quadro dell’uomo era già compromesso poiché era cardiopatico con un edema polmonare e aveva anche la meningite. Purtroppo condizioni erano già gravissime quando è arrivato qui. Non bisogna creare allarme questo era un ceppo di meningite diverso da quelli che si sono sviluppati in Toscana e Il “.

L’uomo ricoverato a Messina era affetto da pneumococco, quello più diffuso che spesso copisce gli anziani, e non da meningococco, il più insidioso.

E’ ancora in gravi condizioni, invece, la settantenne ricoverata nel reparto di Malattie infettive dell’ospedale Cervello. La signora è giunta al pronto soccorso dell’ospedale di via Trabucco giovedì pomeriggio con i segni tipici della meningite. Gli esami di laboratorio hanno accertato che si tratta di una forma da pneumococco.

Nelle ultime settimane, altri due casi si sono registrati in Sicilia. Il 18 dicembre, un 33enne è stato ricoverato nel reparto di malattie infettive dell’ospedale Umberto I di Enna, affetto da meningite virale. Quattro giorni più tardi, il 22 dicembre, fa l’allarme era scattato anche a Caltanissetta. Un pensionato di 70 anni, originario di Santa Caterina Villarmosa (Cl) è stato ricoverato all’ospedale Sant’Elia di Caltanissetta perché affetto da una meningite batterica. L’uomo presentava febbre, rigidità degli arti ed era in preda a un forte stato di agitazione. A confermare la diagnosi di meningite batterica, l’esame del liquor. La forma batterica è più grave rispetto a quella virale che invece aveva colpito il 33enne ennese.

Gli ultimi casi registrati nell’arco di poche settimane hanno contribuito a far salire l’allarme meningite nell’Isola, anche alla luce della serie di decessi registrati di recente in altre regioni italiane. Paura che ha fatto ripartire la corsa alla prevenzione, con i centri di vaccinazione affollati da giovani e mamme con i bambini.

 

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